La piroga di Salussola era un tronco risalente all’età del bronzo

 

Nella primavera del 1991, lo studente biellese Franco Macchieraldo, 29 anni, laureando in storia contemporanea all’Università di Torino, ed il professor Franco Ramella, rinvennero sul greto del torrento Elvo un semilavorato di piroga monossile.
La scoperta del tronco fu favorita dai lavori per la costruzione di un guado, sorto nei pressi del ritrovamento, e che serviva al transito degli automezzi dediti al trasporto di materiale di estrazione ghiaiosa.
Il tronco, era di una lunghezza di circa 4 metri, ed era sepolto sotto un ammasso di ciottoli e ghiaia a circa 5 metri di profondità, sulla sponda orografica destra del torrente Elvo, a 300 metri dal ponte della ferroviari Biella – Santhià.
Nel novembre 1992 due tecnici del Servizio per l’archeologia subacquea, guidati da Luigi Fozzati, lavorando nell’acqua, hanno dissepolto, ripulito ed imbracato nei tiranti la piroga; poi con una ruspa l’hanno trasportata a Viverone, dove è stata immersa in una vasca contenente una soluzione chimica mista ad acqua, in grado di impedirne l’essiccazione.
” Abbandonata dopo l’uso – spiegò l’archeologo Fozzati all’articolista del giornale La Stampa – la piroga piano piano si è insabbiata ed è stata protetta finora da una specie di sigillo naturale formato da strati di sabbia mista con ghiaia e ciottoli accumulati nel corso dei millenni in seguito a diversi eventi alluvionali “.
Continuò Fozzati: ” L’azione erosiva del torrente Elvo negli ultimi anni ha parzialmente livellato gli strati ghiaiosi consentendo ad un’estremità della piroga di fuoruscire trasversalmente quasi a pelo d’acqua, dove è stata intravista “.
Le analisi al radiocarbonio C14 e dendrocronologiche xilotomiche per fissarne rispettivamente l’età, il tipo di pianta e le tecniche di fabbricazione, hanno rivelato che la piroga era un semilavorato monossile di quercus robur risalente all’età del bronzo, insomma un tronco e non una piroga.

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Le notizie che avevamo scritto relative alla così detta piroga

La piroga dell’Elvo è un tronco – Salussola 29/01/2007 – Se la memoria regge, mi sembra fosse il 1987 o l’inizio del 1990, allorché durante alcuni lavori spondali sul greto dell’Elvo, la ruspa portò alla luce uno strano tronco.
Il tronco che emerse dalla melma ” torbiera ” fu subito creduto una piroga, perché sembrava presentare tracce scure di legno intaccato dal fuoco o dal lavoro dell’uomo.
Il reperto raccolse lusinghiere attenzioni locali, da qualche anno era stata scoperta la piroga del Lago di Bertignano, una piroga era un manna per far decollare il turismo Salussolese, tanto se ne fece che intervenne la Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte.
Di quello strano tronco di legno non se ne seppe più nulla, se non che preventivamente fu conservato all’umido in una vasca di Viverone.
Mi ricordo che i giornali locali ne parlarono.
E oggi, sempre dai giornali locali, abbiamo appreso che dopo approfondite indagini la piroga è risultata essere un tronco di quercia risalente a circa 3.500 anni fa, un signor tronco dell’età del bronzo.
A Bologna ha ricevuto le cure e le analisi del caso e la cifra pagata dal Museo del Territorio di Biella risulta essere stata di 25.000 euro.
Una bella cifra per un tronco seppur vecchio.
Ora il tronco è ritornato al Museo, ma è talmente lungo, circa 4 metri, che non entra da porte e finestre e quindi non si sa come e dove esporlo.
Per il futuro, si pensa di far frutto dei 25.000 euro spesi con l’allestimento di un percorso didattico storico del Biellese, magari esponendolo insieme agli altri reperti archeologici del suolo Salussolese, ma per ora il tronco ” dell’ ex piroga Salussolese ” rimane inscatolato sotto al portico del chiostro.
Quel tronco poté conservarsi per 3.500 anni perché in quella zona l’Elvo aveva tre e più rami.
Seguendo le piene stagionali cambiava il suo percorso, lasciando gli altri rami all’asciutto o con infiltrazioni d’acqua sotterranee.
E’ qui che è stato rinvenuto il tronco, probabilmente in origine trasportato da una piena e nascosto da successive piene o da interventi umani e preservato nei secoli dall’umidità del fango della torbiera.

Il tronco piroga dell’Elvo – Salussola 30/01/2007 – Abbiamo cercato di approfondire il contesto e le cause che hanno portato al ritrovamento della ” piroga dell’Elvo “.
Quando fu ritrovato il tronco, che fu scambiato per una piroga, non era il 1987 e nemmeno il 1990, era il 1991.
Fu rinvenuta da un ricercatore, e il luogo dove fu rinvenuto è l’attuale sponda orografica destra dell’Elvo, oltre il ponte ferroviario, in regione anticamente detta Giabi dalla cascina in luogo.
Negli anni del 1990 la regione Giabi, antico ramo dell’Elvo, fu interessata da escavazioni di ghiaia e sabbia.
Una strada sterrata per il servizio trasporto del pietrisco, fu costruita tra una sponda e l’altra dell’Elvo, è in questo contesto che è avvenuto il ritrovamento del reperto.
In quella zona, le mappe catastali settecentesche disegnano una biforcazione del torrente verso la parte ora detto ” Piano ” di Salussola e la zona centrale creata dai due rami è detta ” Isola “.
Viene da pensare, che il tronco potesse essere stato trasportato in quel luogo da una piena, ma che poteva essere anche un tronco di una quercia dell’ Isola abbattuta da un fulmine o da un incendio.
Oggi quella zona non sembra essere una torbiera, forse lo era prima della bonifica di inizio ottocento, di certo oggi è una zona misto sabbia e ghiaia, con infiltrazioni d’acqua.
Che fosse zona umida lo fa pensare il fatto, che dall’altro lato del torrente, c’è la regione e cascina Canepali, lavoratori della canapa, che veniva messa al macero nei ristagni d’acqua.
Le foto mostrano una parte del tronco ricoperto di muschio, quella parte usciva dal terreno in direzione nord.
L’altre parte, quella nascosta nel terreno, è incavata e annerita, probabilmente quella erosione ha tratto molti in inganno.

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