Villaggio di Private e la sua rettoria

foto c.c.
⫸ Il villaggio di Private e la sua rettoria – Privato, o Private, era un villaggio di probabile origine romana situato nella pianura alluvionale del fiume Elvo, in una zona tuttora conosciuta con i nomi di Privato o San Giovanni, non lontano dall‘attuale cascina Cereje. Quest’ultima, il cui nome potrebbe derivare da “Cerere”, la dea romana delle messi, avrebbe subito una modifica in epoca di cristianizzazione benedettina, forse in correlazione con le vicine celle intitolate a San Pellegrino e San Lorenzo. Il villaggio di Privato, attualmente scomparso, si trovava nel tratto compreso tra le odierne strade provinciali Salussola-Arro e Salussola-Massazza. Durante il basso Medioevo sorgeva lungo una via diretta verso Arro, percorso che oggi si potrebbe approssimativamente individuare passando per le cascine Arbonaud e Grilla. Una mappa del Catasto Comunale di Salussola, risalente al 1798, riporta i toponimi Private e San Giovanni su due appezzamenti di terreno diversi ma prossimi l’uno all‘altro. Alcuni antichi abitanti del villaggio compaiono negli elenchi di partecipazioni pubbliche amministrative del borgo di Salussola redatti tra il Quattrocento e il Cinquecento. L’antica chiesa di Privato, dedicata a San Giovanni Battista, oggi non lascia tracce visibili nemmeno delle sue fondamenta, demolite molti decenni fa. Il territorio del villaggio fu annesso alla Comunità di Salussola a partire dal 12 agosto 1376 per decreto di Galeazzo II Visconti, duca di Milano e signore dell’area in quel periodo. Della sua esistenza si parla già in documenti più antichi, tra cui l’elenco delle chiese vercellesi del 1298, dove viene citata come “ecclesia Privati“, e in successivi testi del 1348 e del 1440. La devastazione subita durante le guerre tra Guelfi e Ghibellini causò la distruzione sia del villaggio che di località limitrofe, come Puliaco. Già nel 1348 la chiesa di Privato era stata unita a quella di Santa Maria di Salussola, un‘unione ufficialmente confermata nel 1413. In precedenza la chiesa era una rettoria dipendente dalla pieve di Puliaco, situata a circa due chilometri di distanza, ed era dotata di propri beni e un rettore. Ancor prima, essa era legata alla chiesa di Santa Maria di Arro. Con la scomparsa delle abitazioni e l’abbandono progressivo del territorio circostante, la chiesa venne officiata soltanto una volta all’anno fino a cadere in rovina, condividendo il destino di altre chiese nelle vicinanze. Nel 1619 il pievano di Salussola la descriveva come “tutta rovinata, eccetto il coro che è ancora coperto di coppi e privo di beni“. L’ultima menzione della chiesa risale alla Visita Pastorale del 1698, nella quale essa veniva definita “diruta“. Successivamente anche le sue fondamenta furono eliminate, restando solo il toponimo San Giovanni a testimonianza del luogo dove sorgeva un tempo.
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