Origini del borgo di Salussola

Dipinto murale nella cappella del beato Pietro eseguito tra il 1792 e il 1793 da Gio Batta Zantogno
⫸ Le origini del borgo – Le origini del borgo di Salussola affondano le radici in un passato antico, come testimoniato dalla prima apparizione del toponimo “Salutiolam” in un Diploma dell’882 di Carlo III detto il Grosso. Questo documento, ritrovato dallo storico Carlo Cipolla, era a favore della Chiesa Vercellese e menzionava gli eredi del castello degli Ictimuli, specificando le due corti di Salussola e Petrorio (l’odierna Parogno di Zubiena) con la dicitura: “… curtes duas in castello victimolensi, Salutiolam et Petrorium”. La distruzione di Vittimulo tra l’VIII e il IX secolo suggerisce che Salussola esistesse già in epoca vittimulense, e fosse parte integrante del “Castellum Victimuli”, acquisendo una certa importanza come una delle due “curtes“.
Successivamente, nel 999, il nome “Saluciola” riappare nel primo Diploma di Ottone III, che riconferma le donazioni imperiali alla Chiesa di Vercelli insieme al “Castellum Victimuli“. Nel 1014, il Diploma imperiale di Enrico II cita ancora “Salizola” durante la visita a Solingen del vescovo Leone di Vercelli (1016-1017). Nel 1152, Federico I Barbarossa, con un Diploma del 17 ottobre, riconosce “Saluciolam cum suis pertinenciis“, ovvero Salussola con le sue pertinenze, al vescovo di Vercelli Uguccione. L’assenza di menzioni del Castello Victimuli e del Mons Victimuli in questo documento porta a ipotizzare che gli ultimi abitanti di Vittimulo si siano stabiliti a Salussola o nei borghi circostanti.
L’ipotesi che Salussola sia stata edificata con i resti di Vittimulo fu avanzata dal frate e storico Aurelio Corbellini (1562-1648). Un ulteriore Diploma di Federico I Barbarossa, datato 1° marzo 1155, cita i “Castri Puliatij e Saluzoliae“, che vengono sottratti alla Chiesa Vercellese e donati ai conti Bonifacio e Giovanni di Biandrate, indicando che Puliaco possedeva un fortilizio e Salussola una fortificazione con cinta murata. Nel 1191, Salussola e le sue pertinenze risultavano ancora appartenere alla Chiesa Vercellese, come attestato dalle donazioni di Enrico IV al vescovo Alberto Avogadro. Altre testimonianze scritte datano documenti del 1178 e 1190 conservati nell’Archivio del Capitolo di Vercelli, e altri tra il 1182 e il 1185 nell’Archivio Arcivescovile di Vercelli.
Gli attuali insiemi collinari dei comuni di Salussola, Dorzano, Cerrione, Zubiena, Mongrando e la Bessa costituivano originariamente il “Castellum Victimuli“, mentre l’attuale Salussola Monte rappresentava il suo avamposto fortificato. Il termine “Castellum“, traducibile oggi come castello, indicava un complesso di “curtes“, luoghi, fortificazioni e villaggi. Il “Montem Victimuli”, presente in numerosi documenti, era una zona elevata all’interno della regione del “Castellum Victimuli”, ma la sua collocazione specifica a Salussola Monte o nelle vicinanze non trova riscontro documentale.
La scelta di Salussola Monte da parte dei Romani, dopo il 223, fu dettata dalla sua posizione strategica sulla pianura, funzionale alla difesa del vicino “castrum victimuli“. Quest’ultimo era un luogo di custodia e commercio dell’oro estratto dalle aurifodine della Bessa. Lo storico Modena Bicchieri sostenne che il castello di Salussola custodisse l’oro ricavato dalla Bessa, utilizzato per il soldo dei soldati di guardia alle Alpi, e che l’avamposto dei Vittimuli fosse stato scelto dai Romani come posizione ideale durante la guerra contro Annibale. I ritrovamenti archeologici, sia casuali che mirati, confermano l’importanza di Salussola come centro romano, attestata da lapidi, iscrizioni e tombe recuperate. La vecchia strada che attraversa il borgo risale all’epoca romana. Lo stemma municipale più antico del Comune riportava la scritta latina “Oppidum Caesarianum Vulgo Salussolia“, che significa “luogo fortificato dai soldati di Cesare”.
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