Incognita del ” Castrum Puliaci “

scavi 2017-2018 / foto c.c.
⫸ Incognita del ” Castrum Puliaci ” – A Puliaco esisteva un castrum, inteso non come un castello moderno, ma come un piccolo nucleo fortificato o un fortilizio. La documentazione su questo castrum è scarsa, ma un riferimento fondamentale si trova nel Diploma di Federico I Barbarossa del 1° marzo 1155, che menziona i “Castri Puliatij e Saluzoliae“, sottratti alla Chiesa Vercellese e donati ai conti Bonifacio e Giovanni di Biandrate.
Nel 1243, Puliaco sembrava essere sotto la giurisdizione degli Avogadro di Collobiano, poiché non compare tra i possedimenti venduti dal legato pontificio Gregorio da Montelongo a Rufino Avogadro di Collobiano, in rappresentanza del Comune di Vercelli, durante la vacanza del potere vescovile vercellese.
Il 25 marzo 1265, i fratelli Giovanni e Filippo, figli di Rufino Avogadro di Collobiano, divisero i beni paterni. Filippo ereditò il castello di Massazza e Puliaco, ma non è chiaro se comprendesse l’intero villaggio o solo la struttura fortificata.
Un documento del 1325 attesta che, durante la nomina di fra Egidio ad abate della basilica di Sant’Andrea di Vercelli, i suoi oppositori si rivolsero al papa, sostenendo che alcuni canonici di Sant’Andrea avessero partecipato all’assalto del castrum di Puliaco.
Un altro documento del 14 luglio 1361, conservato nell’archivio Bulgaro di Biella, relativo a donazioni di beni nei territori di Puliaco e Salussola, indica Puliaco come un centro da cui si diramavano strade per Salussola, Verrone, Massazza e Villanova. Si menziona un proprio fortilizio, ma non si specifica il suo stato di conservazione. Questo fortilizio era situato verso la strada per Verrone, in una località denominata Motam, dove si trovavano vigneti, un mulino sulla roggia (molendinum de la mota) e terreni degli Alciati.
Dati interessanti riguardanti la zona includono: “… de pecia una terre plantare vitibus… ab alia parte rugia molendini… in dicto territorio ubi dicitur ad Motam cui coher… et ab alia via qua itur veronum… a duabos partibos dominus de Alzatis…”. Anche il Lebole, nella sua “Storia della Chiesa Biellese”, riporta un terreno situato subt. prope illud e la menzione esplicita del castrum Puliaci e della villa (una villa romana riemersa durante gli scavi del 2017-2018).
Le mappe catastali più antiche del Comune di Salussola suggeriscono che Puliaco fosse situato nei pressi dell’antica strada per Verrone. Sebbene non vi sia una menzione esplicita di Motam, si trova un toponimo correlato, Castelletto. Un’attenta analisi rivela che nella regione di Pugliacco vi erano vigne, campi e boschi, non “risare”. La dicitura “Motta”, riferita a strade e a una roggia tra il campo San Lorenzo e Castelletto, potrebbe indicare un’altura.
Un rudere absidato, all’interno di un boschetto su uno sperone alluvionale laterale alla strada provinciale Salussola-Massazza, è stato identificato come un possibile sito del castrum. Nel 2000, Giovanni Sommo descrisse in “Luoghi fortificati fra Dora Baltea, Sesia e Po” i resti di una torretta semicircolare sporgente (diametro circa 4,20 metri), costruita con ciottoloni di fiume e laterizi, caratteristica di esempi tardo duecenteschi. A nord-est, sono visibili resti di un recinto in ciottoli e malta, spesso circa un metro, e accumuli di detriti dovuti alla disgregazione delle strutture.
Delmo Lebole nella sua “Storia della Chiesa Biellese” identifica questo sito come i ruderi della chiesa di San Lorenzo, mentre un antico documento, ritrovato nella parrocchia di Vigellio, colloca la chiesa presso l’attuale cascinale di San Lorenzo. Nelle vicinanze del rudere partono strade come la Campagnola (verso Massazza e Verrone) e un’altra che conduce a Cereje, Private, Arbonaud, Arro e Villanova.
Nella regione Aunei, adiacente a Pugliacco, fino ai primi anni del 1800 esisteva il “ponte degli Aunei”, un ponte di assi di legno che attraversava il torrente Elvo. Nel Medioevo, da qui partivano strade (ora sepolte dai movimenti alluvionali dell’Elvo) per Salussola, Verrone, Massazza e Villanova.
Nonostante le evidenze, dopo gli scavi del 2017-2018 in regione Pugliacco, l’identificazione definitiva di questo rudere come il castrum di Puliaco richiede ulteriori e approfondite campagne di scavi archeologici.
Le lotte tra Guelfi e Ghibellini, in particolare la guerra di Salussola del 1312, devastarono Puliaco, portando al suo progressivo abbandono da parte degli abitanti, analogamente a quanto accaduto nei villaggi di Private e Arro. Nella prima metà del XV secolo, Puliaco risultava già disabitato.
Un altro documento del 1361 menziona ancora il castrum di Puliaco, nonostante la guerra tra Biella e Salussola (1312-1343) avrebbe dovuto danneggiare il fortilizio degli Avogadro. Gli Avogadro, capi della lega guelfa, si scontrarono con la Salussola ghibellina, che non si era schierata con il vescovo Uberto Avogrado. La guerra delle fazioni terminò con la Carta delle Franchigie del 12 agosto 1376, con cui Galeazzo II, duca di Milano, concesse a Salussola i villaggi e i territori annessi di Puliaco e Arro.
blogger claudio.circolari@salussola.net