I Bulgaro

stemma e motto di famiglia / Dipinto murale nella cappella del beato Pietro eseguito tra il 1792 e il 1793 da Gio Batta Zantogno

⫸ I Bulgaro  – I Bulgaro furono un’importante famiglia ghibellina, vassalli dei vescovi conte di Vercelli, la cui influenza si estese ampiamente nel Biellese e nel Vercellese . Si ritiene che l’origine della famiglia derivi da una ramificazione dei Guala di Casalvolone. Il ramo principale e più antico risiedette a Borgovercelli, allora chiamata Bulgaro, da cui la famiglia prese il nome.

Da Borgovercelli si diramarono numerosi rami che si insediarono nel Biellese, assumendo il nome dei feudi su cui esercitavano il proprio dominio: Salussola, Trivero, Lessona e Castellengo. In particolare, nelle documentazioni relative a Salussola, i membri di questa famiglia non vennero più appellati come Bulgaro, ma semplicemente come signori di Salussola.

Considerando tutte le diramazioni familiari, i Bulgaro controllarono numerose terre: Borgovercelli, Cossato, Vinzaglio, Casalvolone, Salussola, Trivero, Volturano, Cavaglià, Dorzano, Cerreto, Montebeluardo (oggi Mottalciata), Mosso, Masserano, Bioglio, Lessona, Gifflenga, Vianzino, Stroppiana, Roasio, Crevacuore, Valdengo, Larizzate, Lenta, Sandigliano, Olcenengo, Mazzengo, Faleggia, Vallanzengo, Biella, Ausiliano, San Giovanni da Nono, Quaregna, Candelo, Carisio, Castellengo, Caresana, Serravalle, Prato Celso e Castel d’Awich. Oltre a questi territori, ebbero anche pedaggi in località quali Robbio, Palestro e Castel Sant’Evasio, oltre a diverse case e proprietà sparse per il Piemonte.

Il capostipite certo e comune a tutti i rami fu Oglerio de Bulgaro, contemporaneo del conte di Savoia Umberto Biancamano. Suo figlio Gisulfo sposò Imilia, secondogenita del conte di Biandrate, nel 1095. Dal loro matrimonio nacquero tre figli: Giacomo, Giovanni detto Ardizzone e Manfredo. A questi l’imperatore Enrico V confermò, con un diploma datato 18 maggio 1112, i possedimenti di Bulgaro (Borgovercelli), Cossato, Olcenengo e Valdengo.

Alla morte di Giacomo fu Rainero, i suoi figli Rainero e Uberto si divisero l’eredità: a Rainero andarono Trivero, Rossiglione, Lessona, le proprietà acquistate da Giacomo a Cossato, Villarboit e Candelo; a Uberto spettarono Castellengo, Gifflenga e Valdengo. Uberto divenne così il capostipite dei Bulgaro di Castellengo, che adottarono in seguito il cognome De Castellengo. Sotto la protezione dei Savoia governarono quel paese fino agli inizi del XV secolo, quando, dopo l’invasione del capitano di ventura Bando da Firenze, furono accusati di tradimento e privati dei loro beni dai Savoia.

La famiglia Bulgaro annoverò tra i suoi membri numerosi personaggi illustri, alcuni storicamente accertati, altri probabilmente leggendari, lasciando un’impronta significativa nella storia e nella geografia del Piemonte medievale.

Tra questi vale la pena ricordare:
San Pietro Diacono, nato verso il 550, uomo intelligente e saggio, amico e consigliere di San Gregorio Magno Papa;
San Giovanni ucciso a Brescia durante le lotte contro l’eresia ariana; Giovanni Pietro fondatore, il 24 marzo 956, della cappella del castello di Bulgaro, poi santificato e venerato il 7 agosto;
il dottor Giovanni Bulgaro detto Boccadoro, uno dei quattro giureconsulti che l’imperatore Federico Barbarossa nominò alla Dieta di Roncaglia nel 1158.
L’ultimo Bulgaro fu il conte Giovanni Battista, morto a Torino il 15 gennaio 1747.
La famiglia si estinse con Gabriella Teresa, che nel 1748 sposò Accelino Areo Antonio Alliaga Gandolfi di Montegrosso e di Ricaldone.

[ tratto da Federica Delmastro (tesi di laurea aa. 2002-2003) ]

L’archivio – La documentazione concerne in particolare l’amministrazione dei beni situati nelle località di: Bulgaro (la odierna Borgo Vercelli), Casalvolone, Dorzano, Lessona, Salussola, Vercelli, Vinzaglio e inoltre le chiese di San Giovanni, di Santa Maria, di San Pietro, l’ospedale di Sant’Antonio, tutti in Bulgaro, la prevostura di Santa Maria di Vezzolano, il beneficio di Santa Croce in Sant’Eusebio di Vercelli, le famiglie Pecchio e de Asti.
Sono da menzionare altresì: genealogie e cenni genealogici di famiglie vercellesi, biellesi e piemontesi raccolti da Carlo Giuseppe Bulgaro (prima metà del sec. XVIII); blasonario vercellese con stemmi di antiche famiglie (sec. XVII); abbozzo d’inventario dell’archivio vescovile di Vercelli (1723); affari di Sicilia (1713-1719) con le carte concernenti l’attività al servizio dei Savoia del conte Giovanni Battista Bulgaro, direttore dell’ufficio del soldo in Sicilia; protocolli e minutari notarili (1447-1503 e 1504-1599).
Nell’Archivio di Stato di Biella sono conservati inoltre documenti della famiglia Alliaga Gandolfi di Montegrosso e di Ricaldone (1748-1818).


blogger  claudio.circolari@salussola.net

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