Dionigi e Adila d’Angrogna coniugi Avogadro di Casanova alla Ca’ Bianca

sepolcreto avogadro cimitero di casanova elvo / foto c.c.

⫸ Dionigi e Adila d’Angrogna coniugi Avogadro di Casanova alla Ca’ Bianca – Il conte Dionigi (Augusto Benedetto Costantino Ludovico Nicola Giuseppe Maria) Avogadro di Casanova appartenne a una delle più antiche e illustri famiglie signorili del Vercellese, quella dei conti di Casanova. Nato a Vercelli il 6 dicembre 1811 da Paolo e dalla contessa Marianna Cusani di San Giuliano, visse in un’epoca di profondi cambiamenti politici e sociali, distinguendosi come nobile, ufficiale, collezionista, appassionato di archeologia e mecenate.

Cresciuto nell’ambiente militare del Regno di Sardegna, intraprese la carriera delle armi, senza tuttavia limitare i propri interessi alla vita castrense. La sua curiosità intellettuale lo avvicinò infatti alla storia antica e alla tutela delle testimonianze archeologiche presenti nel territorio Salussolese. In questo percorso fu affiancato dalla moglie, la contessa Adila d’Angrogna Luserna, sposata nel 1845, figlia del marchese Carlo Amedeo d’Angrogna Luserna e di Clelia dei conti di Valesa.

La coppia ebbe due figli. Il primogenito, Paolo Enrico Giuseppe Teodulo, nacque a Torino il 3 maggio 1846 e intraprese a sua volta la carriera militare. La sua vita si concluse prematuramente, a soli ventisei anni, il 15 ottobre 1871, nella villa di campagna di famiglia, Ca’ Bianca, situata sulla collina di San Secondo di Salussola. La seconda figlia, Clotilde Camilla Alessandrina Giuseppa Anna Maria, nacque a Torino il 26 luglio 1863 e quivi morì appena più che ottenne, il 7 gennaio 1872. La perdita dei due figli segnò profondamente la vita dei coniugi.

Il conte Dionigi è ricordato soprattutto per il suo impegno culturale. Attraverso una lunga attività di raccolta e conservazione, riunì numerosi reperti rinvenuti nelle sue proprietà e nei territori circostanti. Nel 1882 donò al patrimonio pubblico oggetti di grande valore, tra cui un sarcofago di epoca romana e numerose lapidi epigrafiche. Questi materiali furono studiati dal celebre epigrafista padre Luigi Bruzza e contribuirono in modo determinante alla nascita del Museo Archeologico di Vercelli, oggi importante punto di riferimento per la conoscenza della storia antica del territorio.

Accanto alla passione per l’archeologia, Dionigi e Adila manifestarono una profonda attenzione verso la comunità locale. A San Secondo di Salussola, dove sorgeva la loro tenuta di Ca’ Bianca, sostennero concretamente la vita religiosa e civile della frazione. I conti finanziarono personalmente il completamento dell’abside e la realizzazione della guglia del campanile della nuova chiesa di San Secondo Martire. I lavori furono portati a termine proprio nel 1882, l’anno della sua morte.

Dionigi Avogadro di Casanova morì a settant’anni, a Torino, il 14 luglio 1882, nella casa dei marchesi Della Rovere. Le sue principali dimore comprendevano il palazzo di Vercelli, probabilmente la residenza torinese dove soggiornava abitualmente, e la villa di campagna Ca’ Bianca, luogo legato ai ricordi familiari e alle sue iniziative a favore della comunità.

La contessa Adila d’Angrogna Luserna, nata nel 1825, gli sopravvisse per dieci anni, morì a Torino il 1° gennaio 1892. Il lascito dei coniugi, tuttavia, rimase vivo: nei reperti archeologici donati alla città, nelle opere realizzate a San Secondo e nella memoria di una famiglia che seppe trasformare il prestigio nobiliare in cultura, generosità e servizio al territorio.

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blogger claudio.circolari@salussola.net

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