Dagli scavi per il metanodotto Snam rinvenuto Puliaco

Dagli scavi per il metanodotto Snam rinvenuto Puliaco  – Già si intuiva la presenza dell’antico insediamento di Puliaco in una zona tra i campi. Le vecchie mappe catastali riportavano i toponimi delle regioni di San Pellegrino e Pugliacco, ormai in disuso e poco conosciuti. Nella regione San Pellegrino, celati da un boschetto, si trovavano ancora i ruderi della pieve di San Pellegrino di Puliaco, e si era a conoscenza dell’esistenza di una regione denominata Pugliacco, ma la sua ubicazione esatta era incerta. Suggerimenti derivanti dalle arature e da qualche frammento di muretto indicavano che Puliaco dovesse trovarsi all’interno del triangolo formato dalle cascine Murazze, San Lorenzo e Aunei Grosso.

Le prime tracce di un insediamento abitativo sono emerse all’inizio del 2017, durante gli scavi per la modernizzazione e sostituzione del vecchio metanodotto della Snam. Puliaco, storicamente datato al periodo medievale, si è rivelato essere molto più antico, con ritrovamenti risalenti all’età del bronzo, all’epoca celtica, romana e al basso medioevo.

Se Vittimulo è la madre dell’odierna Salussola Monte, Puliaco, visto i ritrovamenti dell’età del bronzo, è da considerarsi la culla che ha dato origine agli insediamenti della piana, che Galeazzo II duca di Milano, signore di Vercelli e Pavia, concesse a Salussola il 12 agosto 1376.

Le prime attività di scavo, condotte tra i 50 e gli 80 cm di profondità in un terreno argilloso e non alluvionale come si ipotizzava, hanno riportato alla luce cumuli di ciottoli. L’intervento degli archeologi della ditta “Lo Studio srl”, incaricata dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Biella, ha rivelato che si trattava di una discarica inserita in un piano ciottolato.

Successivamente, è emerso un ampio e doppio piano ciottolato di pietre fluviali, identificabile come un bivio stradale di epoca basso medievale, che conduceva sia all’interno che oltre l’area dello scavo. Sul piano sconnesso del ciottolato, dove erano visibili solchi di carri e canali di scolo per l’acqua, i vecchi documenti descrivono il bivio di strade che da Puliaco si diramavano verso Verrone, Salussola e Villanova.

Proseguendo gli scavi, sono stati portati alla luce una fattoria e un edificio di fattura medievale con funzioni amministrative o militari, la cui identificazione precisa rimane incerta. Potrebbe trattarsi dell’antico Castrum Puliaci, che alcuni, incluso chi scrive, hanno precedentemente localizzato altrove, in un boschetto laterale alla strada provinciale Salussola-Massazza. Si tratta di una possente costruzione quadrangolare con alte e spesse mura sbrecciate.

Tuttavia, il ritrovamento che ha permesso di retrodatare l’origine di Puliaco è stato il villaggio celtico, all’interno del quale gli scavi hanno rinvenuto reperti dell’età del bronzo. Poco più in là, sul pendio di alcuni terreni, è stata fatta un’ulteriore scoperta: una splendida villa di epoca romana.


blogger claudio.circolari@salussola.net

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