Contro i virus ci si rivolgeva a san Rocco

Contro i virus ci si rivolgeva a san Rocco – Nella seduta del Consiglio Comunale del 28 ottobre 1679, venne letto un ordine del Magistrato di Sanità. Tale ordine avvisava gli amministratori che in Germania il contagio, da cui si auspicava di essere preservati, aveva avuto una vasta diffusione. Di conseguenza, era urgente che tutte le città incaricassero persone diligenti di vigilare e di far recapitare le “bollette” a coloro che fossero stati costretti ad allontanarsi dalle proprie residenze e luoghi di lavoro abituali. Ciò era particolarmente importante dato che Salussola era considerata un luogo di “passaggio grosso“.
Inoltre, le persone incaricate di questo compito avrebbero dovuto assicurarsi che coloro che rischiavano maggiormente di contrarre il contagio fossero alloggiati in luoghi idonei, forse per una quarantena. A tal fine, si sarebbero dovute nominare persone che “facciano la guardia per maggior cautela e sicurezza di questo luogo“.
Venne inoltre ordinato di dare inizio ad alcune iniziative, tra cui pregare la beata Vergine Maria affinché “si voglia degnare di placare la sua ira contro noi miseri peccatori e ci voglia liberar da tal male“. I consiglieri, ricevuta tale raccomandazione dal Magistrato, ordinarono ai signori prevosto e canonico della collegiata di intervenire per celebrare una novena “da farsi nella cappella di san Rocco“. Successivamente, si sarebbe dovuto “impregar quel Santo come nostro protettore ad intercedere presso la divina maestà e voglia liberar questo luogo da simile morbo“.
Si decise anche di inviare a Torino un incaricato per far stampare le “bollette” (probabilmente indicazioni su come comportarsi). Queste dovevano recare l’impronta dell’Assunta, titolare di Salussola, affiancata dalle armi di S.A.R. e della Comunità.
Infine, si deliberò di far “far fare tre rastrelli, cioè due in Piano e uno alla Porta di sopra e ciò senza perdita di tempo“, poiché la questione riguardava la salute degli abitanti di Salussola.
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