Bastìe sentinelle sul territorio di Salussola
Queste strutture erano denominate “bastìe”, come testimonia il toponimo attuale della borgata Bastìa, derivato dalla torre che vi era situata. Un notevole esemplare di queste torri è ancora oggi ben conservato e visibile sulle colline retrostanti la frazione San Secondo, identificato come la torre di San Lorenzo o di Montalto. In altre aree del comune, sono ancora visibili ruderi di queste torri, spesso inglobati in abitazioni successive. Esempi significativi includono la borgata La Bastìa, dove è possibile intravedere il basamento di una torre al civico 32 di Via Vigellio, e la regione Torre, dove, all’interno di una proprietà privata, si conservano le fondamenta di una torre e la sua soglia d’ingresso. Altri ruderi sono visibili lungo il sentiero dei Mazzucchi, e in Via Canonico Nicolò Salza, dove una torre e il suo ampliamento sono stati trasformati in un’abitazione.
Ma qual era la funzione di queste torri, le cosiddette bastìe? La proprietà di queste strutture apparteneva alla Comunità di Salussola (l’odierno Comune) e la loro datazione varia: dal XII secolo per quelle in zona collinare, al XIV secolo per quelle in zona pianeggiante. A partire dai primi decenni del XVI secolo, iniziarono ad essere dismesse, abbandonate o vendute a privati.
Le bastìe erano presidiate da soldati o affidate a terzi, e svolgevano principalmente due ruoli: quello di avvistamento e, secondariamente, quello di segnalazione di eventuali intrusioni nemiche. La loro dislocazione era studiata in modo tale che ogni torre potesse avvistare un’altra torre, o in molti casi due, permettendo così di segnalare al mastio e alla guarnigione del castello fortificato (i cui ruderi si trovano sulla collina) l’arrivo di nemici. In sintesi, le bastìe rappresentavano punti militari di avvistamento avanzato sul territorio, integrati nel sistema difensivo della comunità di Salussola insieme alle due porte urbiche, alla cinta muraria e al castello fortificato con il suo mastio.
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