Sorgive di Regione Casetto
⫸ Sorgive di regione Casetto – Già durante il Medioevo, le acque del Casetto – un tempo noto come “casotto di Prelle“ – venivano trasportate fino al borgo di Salussola attraverso condotte in laterizio. Frammenti di queste antiche strutture sono stati rinvenuti in diverse aree, tra cui la Regione Montalbrino, il Cantone Casazza e lungo il tracciato dell‘antica Strada Maestra. Un ritrovamento significativo risale al 2007, quando durante interventi sulla rete fognaria in Piazza Cesare Nani fu rinvenuto un condotto in laterizio ben conservato. Quest’ultimo, di circa 57 cm di lunghezza e 13 cm di diametro, presentava tracce di cocciopesto utilizzato per sigillare le connessioni tra i suoi segmenti. Curioso è il nome “casetto”, derivante da una bassa struttura dove l’acqua delle sorgenti veniva raccolta in una vasca. Questo termine non solo identificava l’edificio stesso, ma si è esteso anche all‘intera area circostante. Nel corso dei secoli, l’efficienza nella distribuzione delle acque migliorò grazie all’impiego dei “bornelli”, particolari blocchi di granito semilavorati con una cavità a forma di mezzo tubo, utilizzati per convogliare l’acqua. Questi manufatti erano disposti a incastro con sigilli accurati per evitare perdite, perfettamente protetti da lastre di granito. Dal Casetto di Prelle, la condotta seguiva un percorso preciso: lambiva il Montalbrino e il Lajasso per poi snodarsi lungo il sentiero dei Mazzucchi, giungendo fino alle porte del borgo. Per superare il vallo realizzato per il collegamento stradale verso Cerrione, era stato costruito un arco portante, sul quale passavano i bornelli. Una volta oltrepassato il vallo, la condotta entrava nella proprietà detta “Vigna del Principe”, dove si pensa che l’acqua venisse raccolta in una cisterna e distribuita alle abitazioni più prestigiose. Sebbene non sia mai stata individuata con precisione, tracce di questa cisterna emergono occasionalmente: ad esempio, durante lavori stradali tra l’ex Via Principe di Carignano e Via Duca d’Aosta furono avvistati affioramenti di acque cristalline nel terreno. Un documento storico risalente al 1849 offre ulteriore testimonianza del patrimonio idrico della Regione Casetto. In quell’anno, il medico condotto Destefanis descrisse “una sorgente di ottima qualità al Casetto, che scende nella parrocchia del Monte”. Per molto tempo, piccoli casetti disseminati nella zona raccoglievano le sorgenti d‘acqua prima che questa confluisse in una vasca più grande situata in un edificio centrale. Con l‘avanzare del Novecento, questa rete storica iniziò però a decadere. Le vecchie conduzioni fatte con i bornelli furono progressivamente messe fuori servizio e rimpiazzate da sistemi idrici più moderni, garantendo una maggiore efficienza nell’approvvigionamento. L‘acqua in eccesso delle sorgenti, però, ha continuato a nutrire il vicino rio Biecchio, mantenendo vivo un frammento della tradizione locale. Negli anni ’70 del Novecento si assistette alla completa dismissione della fonte pubblica nella zona, con l’adozione definitiva di una nuova rete idrica. Nonostante ciò, la storia della Regione Casetto continua a testimoniare l’importanza strategica ed emozionale che queste sorgenti hanno avuto per la comunità locale nei secoli. Oggi, passeggiare per queste zone significa percorrere un sentiero ricco di memoria e tradizioni, dove ogni pietra sembra raccontare frammenti di un antico passato.
© blogger claudio.circolari@salussola.net