Le sei campane, azionate da un sistema elettromeccanico con automatismo risalente a metà degli anni ’50, utilizzano un metodo di suono chiamato “ambrosiano”, tipico di alcune tradizioni liturgiche italiane. La campana maggiore o “campanone” è la più imponente e ha subito diverse vicissitudini nel corso dei secoli. L’originale non è più presente: quella attuale, datata 1989, è stata rifusa dalla fonderia Achille Mazzola di Valduggia, appartenente alla seconda dinastia di fonditori. Il rifacimento fu sostenuto dai padrini Vincenzina Finotti e Sereno Bande, che contribuirono alla rinascita del suono più profondo e solenne della chiesa. La seconda campana, la più antica, risale al 1714 ed è probabilmente la più vecchia del Biellese. Questa campana precede la costruzione attuale del campanile e forse proviene dal precedente edificio, anche se non si conosce con certezza il nome del fonditore; si ipotizza possa trattarsi di Giuseppe Mazzola di Valduggia, appartenente alla prima dinastia di famosi fonditori di campane. La terza campana è del 1948, realizzata dalla fonderia Roberto Mazzola sempre di Valduggia, mentre la quarta, la quinta e la sesta, tutte di dimensioni più piccole e identiche tra loro, sono state fuse nel 1966 dalla ditta Achille Mazzola. Nel passato, la campana maggiore ha avuto momenti critici: già nel 1762 era fuori uso tanto da essere smontata e rifusa. Un evento significativo avvenne il 14 giugno 1840, quando un fulmine colpì il campanile, danneggiando gravemente il padiglione della cuspide sul lato del coro e della sacrestia. Questo episodio spinse il Comune a installare un parafulmine tra il 1840 e il 1842 per proteggere la struttura. Sempre nel 1840, la campana maggiore subì un intervento di “mascarizio”, ossia un ricerchiamento della parte interna su cui batte il battacchio, per migliorarne la risonanza. Questa campana era quella più utilizzata nella vita quotidiana della comunità, segnando i momenti importanti e scandendo le ore con il suo suono inconfondibile.In conclusione, la torre campanaria della pieve di Santa Maria di Salussola non è solo un monumento architettonico, ma anche il custode di una lunga tradizione sonora e religiosa, testimone del passare del tempo e delle vicende della comunità salussolese. Le sue campane, attraverso le diverse epoche e restauri, continuano a mantenere viva questa eredità musicale e culturale.