Ponte sull’Elvo e il sabotaggio del 1944 

l’arcata rifatta / foto c.c.

Il ponte sull’Elvo e il sabotaggio del 1944  – Il percorso della linea ferroviaria Santhià – Biella si svolge prevalentemente in salita, staccandosi a Santhià dalla linea Torino-Milano e toccando in ordine i paesi di Salussola, Vergnasco, Sandigliano e Candelo, raggiunge Biella con una lunghezza tra gli assi dei fabbricati viaggiatori di Km. 29, 686.
Lungo l’intero percorso vi erano inizialmente quindici curve con raggi varianti da mt. 543 a mt. 2083.
A monte di Salussola s’incontra l’opera principale della linea costituita dal ponte in muratura sul torrente Elvo a cinque luci di 15 metri ciascuna.
Tutte le stazioni, ad eccezione di Vergnasco, erano munite di ponte a bilico per il carico e lo scarico del bestiame, Salussola e Biella avevano un piano caricatore di fianco e di testa, Candelo solo di fianco.
Nel 1924, la stazione di Salussola venne dotata di un serbatoio dell’acqua in cemento armato della capacità di 50 mc., tutta la linea e gli impianti fissi subirono in quegli anni delle migliorie, dato l’incremento dei traffici.
La pendenza massima della linea era del 12,34% per un tratto di 1420 mt. in prossimità di Candelo.
In anni successivi tali valori saranno mutati a causa di alcune modifiche di percorso attuate nella seconda metà degli anni cinquanta.
Durante le guerre, la linea non subì alcun danno sino all’inverno del 1944, periodo in cui fu danneggiata la prima arcata del ponte dalla sinistra orografica del torrente Elvo.
Il ponte subì un’azione di sabotaggio da parte di alcune formazioni partigiane. La linea tornò operativa nella primavera del 1945.


blogger  claudio.circolari@salussola.net

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