Pietro Bulgaro de Salussola

foto c.c.

Pietro Bulgaro de Salussola  – La tradizione popolare, per altro non documentata, vuole che Salussola abbia dato i natali, nel 540, a quello che è ritenuto il suo più illustre concittadino, Pietro Bulgaro de Salussola, ossia San Pietro Levita.  A secondo delle interpretazioni, Pietro appartenne alla famiglia dei nobili ghibellini Bulgaro (o Bolgaro), nel cui palazzo di Bulgaro sarebbe nato, secondo altri, Pietro avrebbe visto la luce in una casa situata nel cantone “Casazza”. Alcune case del cantone, le più vecchie, non sono quelle dei tempi di Pietro, perché sono edifici di struttura tardo medioevale, sorte, probabilmente, sulle rovine di altre erette intorno all’avamposto fortificato del “ Mons Victimuli “ o del “ Castrum Caesaerum “.  Nel 540, data presunta della nascita, Salussola così come possimo pensarla, non esisteva nemmeno e la prima documentazione che ne cita l’esistenza è del 999, cioè appena dopo la distruzione incendiosa di Vittimulo. Ritornando alla cultura dei tempi, potrebbe intuirsi che la storia, ricamata, potrebbe avere una flebile verità. L’uso della trasmissione della notizia veniva tramandato a voce, e da ogn’uno interpretata a seconda della propria cultura, e quindi tramandata fino ai nostri tempi in modo distorto. Probabile che un palazzo dei Bulgaro fosse nella zona dove oggi si colloca la casa natale di Pietro, senza un’indicazione ben definita. La distorsione del fatto potrebbe rivelarsi nella figura di certo san Petrino Bulgaro, altro santo della famiglia, sepolto in loco all’interno di una cappelletta ora demolita, e il rinvenimento della sua lapide sepolcrale, le cui tracce sono andate perdute negli annni del 1930. La pittura murale dipinta sulla facciata di una di queste case, che raffigura Pietro vestito di abiti cardinalizi, è solo frutto di devozione popolare, e questo non basta affermare che quello è stato il luogo dei natali. Probabilmente Pietro nacque a Bulgaro, l’odierna Borgovercelli, e a Vittimulo-Salussola la famiglia aveva uno degli innumerevoli possedimenti, che, in seguito,  permisero a uno dei numerosi rami della famiglia l’appellativo Bulgaro de Salussola. Un documento datato 12 agosto 1580, cioè mille anni dopo, il notaio di Salussola, tale Azeglio, nel testamento di Giuseppe Bulgaro, questi affermava che Pietro, ancora giovanissimo fu inviato dai suoi familiari a Roma, dove si distinse nello studio delle lettere e della filosofia, diventando nel frattempo amico e confidente di Gregorio figlio di un senatore romano, discendente della famiglia degli Anici, che poi sarebbe stato eletto al soglio pontificio con il nome di Papa Gregorio Magno.


blogger  claudio.circolari@salussola.net

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