Monsignor Francesco Oscar Lacchio sacerdote giornalista

foto collezione privata
Monsignor Francesco Oscar Lacchio sacerdote giornalista – Comunemente chiamato Oscar, ma di fatto registrato all’anagrafe e al fonte battesimale come Francesco Oscar Lacchio, nacque a Salussola in Via Carlo Alberto, civico 23, ( l’odierna Via Duca d’Aosta ) alle ore 20.00 del 28 ottobre 1926, da Salvatore ed Evelina Nerina Bosco. Pochi giorni dopo la nascita, come si usava ai tempi, il 7 novembre, venne battezzato presso la Parrocchia di santa Maria Assunta dal sacerdote (reggente) don Bonardi, e padrino fu il signor Davide Bosco e la madrina la signora Severina Lacchio. Fu cresimato presso la parrocchia di santa Maria Assunta il 3 ottobre 1937. Non sappiamo molto della sua giovinezza, ma a 23 anni fu ordinato sacerdote a Biella da Monsignor Carlo Rossi, vescovo, il 26 giugno 1949. Si laureò a Milano, e studiò anche nelle Università di Urbino e alla ” Pro Deo ” di Roma. Il giornalismo fu la grande passione della sua vita. Fece le sue prime esperienze in alcuni quotidiani tra i quali ” L’Italia “, ” Il Corriere Lombardo ” e la ” Gazzetta dello Sport “. Ma in seguito dimostrò anche grandi doti manageriali. A Salussola, suo paese natale, dove fu spesso presente nella vita sociale e religiosa del paese, acquistò la Tenuta La Palazzina, che in seguito trasformò in un’ala a ristorante e l’altra a casa di riposo per anziani. Approdò a il giornale ” Il Biellese ” come semplice corrispondente, ma divenne presto redattore, poi caporedattore e vicedirettore, e nel 1957 direttore della testata. Appena trentenne, il sacerdote giornalista avviò una piccola rivoluzione; ” Il Biellese ” di allora aveva sei pagine, lui ne aggiunse due, facendo stupire i lettori e i colleghi; come riempire tanto spazio in una città così provinciale dove non accade quasi nulla ?. Lacchio dimostrò con i fatti di aver scelto bene, e trasformò ” Il Biellese ” in un organo d’informazione influente e ascoltato dai politici. E la sede, a quel tempo in Via Losana, divenne il crocevia di proposte politiche ed economiche. Vi passò spesso anche l’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Pella. E di là vennero le spinte per organizzare grandi adunate di categoria per avvicinare e sensibilizzare gli operatori di tutti i settori, ma anche idee per vivacizzare sotto il profilo culturale la città di Biella. Il sacerdote-giornalista era conosciuto in tutto il Piemonte, ed appartenne a una generazione di ottimi professionisti della penna. Fu autore di molteplici pubblicazioni culturali e religiose. Fu presidente onorario dell’Unione Cattolica Stampa Italiana per il Piemonte, oltre che canonico del Capitolo della Cattedrale di Biella e socio del Rotay Club Cossato-Vallemoso. Si dimise dalla direzione del ” Il Biellese ” nel 1992, lasciando la guida del giornale a Marco Berchi. In quel periodo cominciò ad avere qualche problema di salute, ma quando si ristabilì, il vescovo monsignor Giustetti lo nominò responsabile dell’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali. Poi lavorò per il Santuario d’Oropa come amministratore delegato. Morì alla Clinica Vialarda, a 71 anni, il 24 ottobre 1997, e i funerali si svolsero nel Duomo di Biella il 27 ottobre 1997. Sarà sepolto, nella tomba di famiglia, presso il cimitero urbano di Salussola.