Madonna con Bambino, san Nicola e san Giacomo maggiore

foto c.c.
⫸ La Madonna con il Bambino, San Nicola e San Giacomo maggiore [ Anselmo Allasina 1633 ] – La Madonna con il Bambino, san Nicola e san Giacomo maggiore è un dipinto a tempera su tela del 1633, opera del pittore Anselmo Allasina, nato in Valsesia ma residente a Biella. L’opera raffigura la Madonna con il Bambino in braccio, affiancata a sinistra da san Nicola da Tolentino e a destra da san Giacomo Apostolo. In primo piano, due confratelli dagli abiti scuri sono inginocchiati a viso scoperto, mentre sullo sfondo altri due confratelli appaiono incappucciati. La Madonna, con aureola e capelli fluenti, è seduta su un trono, vestita di rosso e con un manto blu. Il Bambino, nudo, è ritto sulle ginocchia della madre, che lo sorregge delicatamente, e tiene nella mano destra una piccola sfera blu-azzurra sormontata da una croce. Lo sfondo è grigiastro e la gamma cromatica generale risulta piuttosto scura.
San Nicola, con aureola, è raffigurato con un crocifisso e un giglio, vestito di una tunica nera e cintura, e porta al braccio sinistro il libro della regola agostiniana.
San Giacomo il Maggiore, anziano e barbuto, con aureola, indossa una veste scura e un mantello marrone; impugna con la mano destra il bordone da pellegrino e con la sinistra un altro bastone.
La ricca cornice presenta uno sfondo azzurro con intagli dorati e corolle rosse, così come le volute laterali e il timpano con una testa di cherubino. La tela fu commissionata dalla Confraternita di San Nicola da Tolentino. Originariamente, l’ancona e la tela facevano parte del primitivo altare ligneo della chiesa di san Nicola da Tolentino, e il dipinto era posizionato in alto sulla parete absidale, tra le statue lignee di sant’Agostino e di san Nicola. Sia l’ancona che la tela sono stati sottoposti a un restauro alla fine degli anni Novanta, che ha riportato alla luce alcune caratteristiche precedentemente sconosciute. Attualmente, il dipinto è conservato nella chiesa di Santa Maria Assunta.
La tela ha molte somiglianze con le pale d’altare della chiesa di san Bartolomeo di Vigellio e di san Rocco a la Bastìa. Di entrambi i dipinti, datati a poca distanza dal sopra citato, non si conoscono gli esecutori. L’opera di Vigellio ha una cornice uguale e una rifinitura migliore, ma insieme a quella de la Bastìa potrebbero essere attribuite ad Anselmo Allasina o al figlio Francesco.
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