Castellum Victimulorum

foto collezione privata
⫸ Castellum Victimulorum – Gli insediamenti collinari dei Comuni di Salussola, Dorzano, Cerrione, Zubiena, Mongrando e la Bessa, originariamente costituivano il “Castellum Victimulorum “. La località oggi nota come Salussola Monte rappresentava il suo avamposto fortificato. Il termine “Castellum“, che oggi si traduce come castello, in origine indicava un complesso di “curtes“, ovvero luoghi, fortificazioni, villaggi e tutto ciò che vi era contenuto.
La scelta di Salussola Monte da parte dei Romani, avvenuta dopo il 223, fu dettata dalla sua posizione strategica sulla pianura, funzionale alla difesa del “castrum victimulis “, situato nelle vicinanze. Questo sito era cruciale poiché vi si custodiva e commerciava l’oro estratto dalle miniere aurifere della Bessa.
Il toponimo Salussola, nella forma “Salutiolam“, compare per la prima volta in un Diploma dell’882 di Carlo III il Grosso. Ritrovato dallo storico Carlo Cipolla, il documento era a favore della Chiesa Vercellese e elencava gli eredi del castello degli Ictimuli, identificati nelle due corti di Salussola e Petrorio (l’odierna Parogno di Zubiena): “…curtes duas in castello victimolensi, Salutiolam et Petrorium“. Ciò avvalora l’ipotesi che Salussola esistesse già all’epoca di Vittimulo (o Vittimula) e fosse parte integrante del “Castellum Victimulorum “, acquisendo una certa importanza in quanto una delle due “curtes”.
Successivamente, “Saluciola” viene menzionato una seconda volta nel primo Diploma di Ottone III, datato 7 maggio 999. Questo documento riconferma le precedenti donazioni imperiali alla Chiesa di Vercelli, includendo il “Castellum Victimulorum “. Dopo questo Diploma, il “Castellum Victimulorum “ non è più citato, suggerendo un suo declino nel 999. Tuttavia, in documenti successivi appare il termine “Montem Victimuli”, anch’esso precedentemente non utilizzato. “Montem Victimuli” potrebbe rappresentare ciò che rimaneva del “Castrum Victimuli” all’interno del nuovo “Castrum Caesarianum“, altrimenti perché Strabone avrebbe collocato il Monte Vittimulo nella zona di Saluzzola?
Il “Castrum Victimuli” non viene più menzionato nei documenti del X secolo della Chiesa Vercellese, dato che il paese scomparve tra l’VIII e il IX secolo a causa delle invasioni saracene. “Montem Victimuli” è invece citato nel Diploma reale di Enrico II del 1007, nel Diploma imperiale di Corrado il Salico del 1027 e nel Diploma imperiale di Enrico III del 17 novembre 1054.
Ritroviamo “Saluciolam cum suis pertinenciis“, ovvero Salussola con le sue pertinenze, in un Diploma di privilegi che Federico I Barbarossa concesse al vescovo di Vercelli Uguccione il 17 ottobre 1152. In questo Diploma non vi è alcun accenno al Castello Victimuli e al Mons Victimuli, il che porta a presumere che gli ultimi abitanti di ciò che restava di Vittimulo/a si siano trasferiti nell’odierna Salussola o nei borghi vicini. Il frate e storico Aurelio Corbellini (1562-1648) avanzò l’ipotesi che Salussola fosse stata edificata con i resti delle rovine di Vittimulo/a.
Con un altro Diploma di Federico I Barbarossa, datato 1° marzo 1155, vengono citati i “Castri Puliatij e Saluzoliae“. Questi vengono sottratti alla Chiesa Vercellese e donati ai fratelli conti Bonifacio e Giovanni di Biandrate. Da ciò apprendiamo che Puliaco possedeva un fortilizio e Salussola una fortificazione con una cinta murata.
blogger claudio.circolari@salussola.net