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 Terza Pagina :   la Roggia Molinara
Il nome di roggia Molinara o propriamente roggia del Piano come è descritto in taluni documenti, deriva dallo scopo a cui era utilizzata in un passato anche non molto lontano da noi; fornire energia idraulica ai mulini del Piano. La roggia nella parte superiore del suo corso, in tutti i documenti catastali è sempre chiamata Fontana Rifreddo, quindi la vera e propria roggia Molinara iniziava con la parte inferiore del corso. Fino ai primi di novembre del 1968, la roggia ebbe il suo regolare corso partendo ai confini di Cerrione e scorrendo a destra del corso dell'Elvo e della collina di Salussola. Sul territorio di Salussola riceveva da destra le acque sorgive in regione Rifreddo e da sinistra le acque dell'Elvo. In prossimità dell'imbocco del vecchio ponte ottocentesco sull'Elvo, attraversava la strada provinciale di Biella per mezzo di un condotto di mattoni e al Piano riceveva da destra le acque del rio Biecchia, del Riale San Pietro o Bacialero, del rio Cantono e del rio Sesiola, per andare a gettarsi nell'Elvo in regione Mulino dei Banditi. Le acque della roggia dovevano essere assai copiose se riuscivano a muovere le pale di ben quattro mulini disseminati, in epoche diverse, lungo il corso. Il primo mulino era ubicato all'inizio del corso inferiore, tra la ripa della strada provinciale e la comunale via Elvo, gli altri in strada Brianco, l'ultimo che ricordiamo è il mulino detto nuovo, perché ultimo nato in ordine di tempo. Oggidì la roggia non è più atta allo scopo per cui era servita, le frane collinari e la piena dell'Elvo del 1968 ne hanno ostruito il corso superiore nel tratto che va dalla vecchia provinciale fino alle sorgive del Rifreddo. Il tempo ha lasciato poche tracce dei mulini e la roggia serva da scolmatore ai rivoli della collina durante i periodi di pioggia. Il solo corso alimentato tutto l'anno inizia dalla confluenza con il rio Biecchia che è alimentato dalle risorgive di Prelle e da altre della collina di Roppolo. Le acque della roggia, oltre che a fare girare le pale dei mulini, alimentavano anche il lavatoio del Piano e una pozza, a mo di lavatoio naturale, utilizzata dalle lavandaie della zona che volge a San Grato. Una strada sterrata detta vicinale Olobia si dipartiva dalla provinciale di Cerrione, appena oltre l'imbocco del sentiero dei Mazzucchi e scendendo lungo la collina si dirigeva alla pozza che si era formata nella Fontana Rifreddo. L'alluvione del 1968 ha cancellato tutto, ma nonostante lo sconvolgimento morfologico del terreno, oggi lungo quel tratto ci sono ancora alcune sorgenti tiepide e che venissero usate dalla lavandaie del Monte, in inverno o contemporaneamente con il lavatoio del borgo, sembra plausibile. L'ultima carta catastale da me consultata, che accenna di questo zona risale al 1954. Diverso il discorso del Piano, lì il lavatoio è ancora visibile sul retro del peso pubblico. Non ha alcun interesse storico, l'acqua non c'è più, le vasche sono in cemento e se non fosse perché relegato in un angolo nascosto, credo sarebbe già stato demolito. All'imbocco del vecchio ponte si dipartiva un viottolo, che in parte c'è ancora, che costeggiava il corso della roggia, dopo qualche metro c'era una bella “ p-era “ utilizzate dalle lavandaie della Bastia per lavare le lenzuola. A proposito di Bacialero, del sensale di matrimoni ‘l bacialé,  e della omonima risorgiva “ tiepida” ne parleremo in un prossimo articolo.  (claudio circolari)

alcune foto della roggia com'è oggi   >>>