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 Il traghetto sull'Elvo e i morti per annegamento
Prima che fosse costruito il primo ponte (anni 1833/35), sull'Elvo funzionava un traghetto di barche. Durante i periodi di piogge con l'ingrossamento del torrente il suo attraversamento doveva rivelarsi pericoloso e difficoltoso e numerosi furono i morti per annegamento. Talune volte, le piene dell'Elvo erano così impetuose che impedivano persino il trasporto dei cadaveri dalla cascine. Il primo annegato di cui si conosce la registrazione è dell'agosto del 1676 ed è tale Bernardo Verdoia di anni 15, di Zubiena. Di seguito Pietro Peveraro di anni 12,muto e naufragato il 5 agosto 1693, Giovanni Francesco Gattinara di Biella, il 14 maggio 1697; Giovanni Pietro Falletti di Camandona il 6 febbraio 1706, Carlo Zanotto di anni 23, morto nel naufragio del 21 febbraio 1719; Giovanni Garrone annegato il 13 luglio 1720; Bartolomeo Maffei di Graglia di anni 45, il 18 settembre 1726; Pietro Salza di Occhieppo di anni 25, il 31 ottobre 1728; Giovanni Battista Fontana di Trivero di anni 55, il 31 ottobre 1732; Lorenzo Oliaro di Piverone, sommerso dalle acque nuotando l'8 luglio 1759; Francesco Chiappara di anni 9, il 2 giugno 1772; Giovanni Pivano di Sordevolo il 10 aprile 1782; Fantone Teresa di Biella di anni 50, diretta a Santhià il 6 marzo 1802; Giovanni Battista Godone di Piverone ma abitante a Dorzano, di anni 28, annegato il 22 novembre 1802; lo stesso capitò a Pietro Antonio Quaglino di Zubiena ma residente ad Arro, annegato il 30 maggio 1804. claudio circolari - archivio parrocchiale salussola