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A cavallo tra il ‘300 e il '400 il Consiglio Comunale di
Salussola era chiamato “ Credenza “ ed era
formato di diciotto membri, detti “ Credenzieri “. Un terzo dei “ Credenzieri “ era scelto fra i
nobili e più ricchi del Comune, un terzo fra il ceto medio o
borghesia, e l’altro terzo fra i meno abbienti, purché non
possedessero meno di dieci soldi di registro. Si poteva fare
parte della “ Credenza “ essendo cittadino salussolese o
iscritto fra gli abitanti da almeno venticinque anni; essere
di buona condotta e non legato da interessi alla civica
amministrazione. La “ Credenza “ sceglieva nel suo interno
quattro persone, i nomi dei quali venivano presentati al
feudatario della famiglia de Bulgaro, che fra questi nominava
il castellano, degli altri tre, due venivano nominati consoli
(o sindaci), il terzo nominato chiavaro (tesoriere), ed era
quello che esigeva i tributi, faceva i pagamenti e teneva in
custodia le chiavi delle porte del Comune (di qui chiavaro). Il
documento col quale erano presentati i quattro eligendi era
detto “ la rosa “ ed era di forma rotonda e portava sul
margine esterno segnati i quattro nomi. La
“ Credenza “stava in carica un anno ed i nuovi “
Credenzieri “ venivano eletti con voti segreti da quelli
uscenti, con l’intervento del castellano; prendevano
possesso dell’ufficio il giorno di San Martino, previo
giuramento di fedeltà al feudatario della famiglia de
Bulgaro, di osservare gli statuti, amministrare imparzialmente
i redditi del Comune e mantenere il segreto sulle
deliberazioni. claudio
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