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Il Colonnello Negro Giovanni Ferdinando nacque a
Torino nel 1878, padre notaio, madre, Teresa Junk Garbagnati, zia del
noto pittore Enrico Junk (1849/1878) le cui opere sono conservate per la
maggior parte nel Museo Civico di Torino, frequenta l'accademia Militare
di Torino, viene quindi inserito nell'Esercito quale Ufficiale e
dopo alcuni trasferimenti in ambito territoriale inviato quale vice
comandante del contingente Italiano in Macedonia, nella guerra contro i
Turchi ( 1912/1913). Si distingue a capo del suo reparto in
diverse battaglie cruente anche all'arma bianca. Gli viene conferita sul
campo la medaglia d'Argento, segue altra di Bronzo e non ultima la Croce
di Guerra al valor militare nel conflitto 1915/1918.
Ma tornando alla campagna di Macedonia le gesta del Col. Negro,
allora Capitano, sono state ricordate attraverso la pubblicazione di un
libro dal titolo "Il Leone della Macedonia", praticamente a
lui dedicato. Purtroppo oggi introvabile presso le varie librerie cui mi
sono rivolto, andato certamente perso l'originale firmato dall'autore e
che il Col. Negro gelosamente conservava. Penso sia corretto non dimenticare
nel contesto della campagna di Macedonia che, tra i suoi uomini,
guarda caso, si contava anche un cittadino di Salussola: Bosco Giovanni,
al tempo abitante alla cascina Mandria e padre di Lino Bosco ora
residente a Cavaglià e non posso non ricordare anche un mio zio materno
Ranghino Attilio di Desana (VC) purtroppo mancato ancor giovane per aver
contratto in quelle terre la malaria. Conservo tuttora alcuni oggetti
quale ricordo della campagna Macedone di fattura Turca, forse sottratti
al "nemico" in occasione dei vari scontri ed in particolare un
orologio da tasca d'argento.
Ma tornado al Col. Negro, durante l'ultimo Conflitto essendo
stato richiamato, si era messo quasi subito in congedo e per quanto a
mia conoscenza non condivideva la politica del tempo ed a questo
proposito debbo dire che il Col. Negro era molto restio nel rispondere
anche a domande sul suo trascorso militare. Molto stimato negli alti
ranghi del Regio Esercito ove contava parecchie amicizie e conoscenze a
principiare da Diaz, Badoglio ed altri ancora.
Si trasferì definitivamente nel nostro Comune, da Torino negli
anni 40 avendo sposato la Signora Amalia Cornale di Biella, da tempo a
sua volta trasferita a Salussola nella casa di proprietà in via
canonico Salza, ora venduta; non avevano figli.
La sorella della Signora Amalia, consorte appunto del Col Negro,
Signora Teresita, andò sposa al Cap. Ravina Carlo del Nizza
Cavalleria, che pare abbia partecipato all'ultima carica del Nizza in
Russia, ove sappiamo che purtroppo pochi di quel drappello sono tornati.
Il Cap. Ravina, per inciso, era nipote di Amedeo Ravina ( 1788/1857)
patriota e poeta che partecipò ai moti del 1821 dopo i quali
espatriò a Parigi . Nel 1848 in Piemonte fu eletto deputato al
Parlamento Subalpino.
Sia il Col. Negro che il Cap. Ravina, come sopra riferito, si
erano al principio degli anni 40 stabiliti entrambi a Salussola presso
Casa Cornale e, nella fase finale del Conflitto furono entrambi
arrestati dai Tedeschi e Brigate Nere, trasferiti a Vercelli e colà
detenuti per parecchio tempo per accertamenti, interrogatori e
quant'altro. Infine furono rilasciati e rientrarono in paese a fine
1944. Corre l'obbligo di ricordare ancora che il primo Sindaco di
Salussola subito dopo la Liberazione, fu proprio il Col. Negro, nominato
con decreto Prefettizio.
Il Col. Negro e la Consorte Amalia riposano nel nostro cimitero
urbano come pure la sorella Teresita, mentre il Cap. Ravina nella tomba
di Famiglia a Gottasecca (CN).
felice oddone – salussola
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