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Teologo don Firmino Corgnati

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Il teologo don Firmino Corgnati
Firmino Teodoro Corgnati nacque a Sagliano Micca il 9 dicembre 1872 da Battista e Veronica Greggio.
Compì gli studi nel seminario vescovile di Biella e fu ordinato sacerdote il 25 luglio 1895.
Iniziò il suo ministero come vice parroco di Trivero e contemporaneamente frequentò l’Università di Torino laureandosi in Teologia.
Il 7 marzo del 1902 fu nominato arciprete di San Secondo e prese possesso della parrocchia il 19 marzo successivo. Guidò la sua piccola parrocchia per 66 anni, considerato e venerato dalla sua gente e da quella dei paesi vicini come un patriarca.
" L’arciprete " com’era comunemente chiamato, era un simbolo per i più, era una persona a cui riferirsi nelle difficoltà, era un punto di appoggio per le vicende quotidiane da risolvere, era l’istituzione che seguiva il Sindaco e il Municipio.
Il Sindaco era meno praticabile, l’arciprete conosceva l’intimità di ognuno, sapeva come aiutare e consigliare ancora prima di scoprire i suoi patemi, accattivandosi così anche il rispetto dell’anticlericale per natura.
Nel tempo della caccia non disdegnava di impugnare la doppietta, il selvatico finiva, per lo più, in dono a qualche mamma con tante bocche da sfamare.
Lui consumava lauti pranzi a base, quasi sempre di polenta e “ furmagin “.
Povertà e serenità accompagnarono la sua lunga esistenza, dimostrando in ogni occasione di essere prete.
La dignità, nell’umiltà di una vita avvolta nei valori morali e umani, lo rendeva il prete vero, quel prete che nulla chiedeva, nulla possedeva, eppure dava così tanto a tutti da essere il più ricco e per questo anche il più magnanimo.
Nel 1937, con l’arrivo in paese della maestra Maria Erina Pagliana si instaurò tra di loro una stima profonda e un reciproco sostegno, condividendo la responsabilità di una interra comunità che cresceva e che con sacrificio cercava di seguire l’evoluzione dei tempi.
Quella maestra tenace e caparbia, combattiva sino all’ultima stregua, testardo il secondo, formarono quella coppia ora in disuso di Parroco e Perpetua, che sarebbe quasi degradante se non si rendesse merito, che insieme crearono quella forte e completa istituzione che diede alla frazione di San Secondo la distinzione di comunità efficiente e preparata.
Scrive di Lui una persona che l’ ha conosciuto: “ Tre paracarri in pietra stabilivano i confini del sagrato, l’acciottolato era liso e consunto, sdrucciolevole con la neve gelata, bruciante con il sole d’agosto, era sul sagrato che l’arciprete coglieva i frutti della sua missione, era lì che faceva sfoggio della sua paciosa confidenza, lì che riceveva le battute dei suoi amici anziani spiritosi e un po’ macchiette.
Sul sagrato si tenevano i comizi elettorali o si parlava della peronospora della vite.
Sul sagrato si proiettavano i primi filmini girati per la pubblicità di prodotti agricoli o si incantavano coperte e lenzuola provenienti da quella tal fabbrica perita nell’incendio …
Nulla aveva inizio se l’arciprete non compariva prima a rendersi garante verso l’opinione pubblica che altrimenti avrebbe dubitato “.
Oggi quel sagrato è la piazzetta che dovrebbe portare il suo nome.
Don Firmino Corgnati morì a San Secondo, pieno di meriti dinnanzi a Dio e agli uomini l’11 maggio 1967 e fu sepolto nel cimitero della frazione.


Mario Lacchiai/Salussola



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