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Sotto
il Dominio
dei Visconti
- Galeazzo II Visconti, signore di Milano, che aveva esteso
il proprio dominio su Pavia, Vercelli e Novara, previo
giuramento di fedeltà dei nobili di Salussola, nel 1376,
prometteva di non donare in feudo a chicchessia detto
Comune, fatto salvo il diritto di cederlo al Marchese del
Monferrato in caso di necessità. Inoltre dava conferma che
sarebbero state rispettate tutte le esenzioni e l’immunità
delle quali i Salussolesi già usufruivano dopo la
ribellione contro il Vescovo di Vercelli del 1339; non solo,
aggiungeva al territorio di Salussola tutti i terreni sui
quali sorgeva Arro. Il Signore Galeazzo concedeva pure al
Comune il privilegio di eleggersi un castellano vicario da
scegliere fra i cittadini, svincolato dal Comune di
Vercelli. Imponeva, però a tutti gli abitanti, senza
distinzione di ordine e grado, l’obbligo della custodia
notturna e diurna delle porte e delle mura e il pagamento
dei tributi in proporzione ai propri redditi. Riservando ai
Salussolesi che avessero scelto domicilio fuori del Comune,
di non essere tassati nella nuova residenza per quanto
possedevano in Salussola. Per ultimo prometteva di non
aumentare i dazi esistenti ed esentava il Comune da
qualunque gabella nei confronti di Vercelli. Fra il 1377 e
il 1378, Galeazzo, decise di armare un poderoso esercito per
far guerra ai Savoia e Salussola fu chiamata a fornire parte
degli uomini. Le sorti della guerra non volsero a favore né
per l’uno né per l’altro, così dopo dodici anni, nel
1390, si addivenne a una tregua. Nel 1391, Salussola,
unitamente a Vercelli e ad altri Comuni, ripresero
l’offensiva per ordine di Teodorico II, Marchese del
Monferrato, al quale i Visconti avevano dato in custodia
dette terre. Il comando dell’armata era stato dato a
Facino
Cane, celebre condottiero di ventura al servizio
del potente che meglio pagava, per questo fu investito del
feudo di Borgo San Martino dal Marchese del Monferrato. Dopo
la morte di Gian Galeazzo Visconti, avvenuta nel 1402,
Facino Cane, approfittando del disordine che ne era seguito,
con i suoi soldati conquistò Alessandria, Novara e Tortona
e successivamente creato Conte di Biandrate. Nel 1405,
Facino Cane, venne sconfitto dai Savoia e fra i contendenti
il 1 ottobre dello stesso anno, stipulata una tregua. Il 24
aprile 1406, in seguito agli accordi presi fra il Marchese
del Monferrato, vassallo dei Visconti e Amedeo VIII, Duca di
Savoia, il Comune di Salussola avrebbe dovuto essere ceduto
ai Savoia per un periodo di otto anni, in cambio della
rinuncia a Vercelli da parte del Duca. Nel trattato veniva
specificato che, in Salussola, sarebbero stati inviati due
fratelli appartenenti all’alta nobiltà Piemontese, tali
Peronus e Ginetus, per ricoprire rispettivamente
l’incarico di rettore e castellano del Comune. Il trattato
prevedeva che, al termine degli otto anni, sia il rettore
che il castellano avrebbero dovuto restituire il Comune al
Marchese del Monferrato, sempre che le contese fossero state
finalmente appianate ed i patti mantenuti. Ma il trattato
non ebbe seguito, perché il Marchese del Monferrato, in
cambio di Salussola e Cavaglià, cedette ogni diritto che
gli spettava su Mondovì. Un documento, datato 1412, inviato
dal Marchese del Monferrato da Genova a Salussola, di cui
era riuscito a farsi nominare capitano, proibiva, sotto pena
di morte, agli uomini di Salussola e Zimone di prestare in
qualsiasi maniera aiuto ai Veneziani con i quali egli era in
guerra. Quando ripresero le solite guerriglie, Salussola,
che era presidiata dalle truppe fedeli al Marchese del
Monferrato, dovette fornire uomini ed armi al capitano
Arcillaro Giacomo, che aveva ricevuto l’ordine di
conquistare Roppolo, da tempo assediata dalle truppe dei
Savoia. Tuttavia si sa di certo che il castellano di
Salussola non cessò di guerreggiare i vicini Comuni,
sudditi di casa Savoia. Il 21 marzo 1417, Filippo Maria
Visconti, succeduto a Gian Maria Galeazzo Visconti, era
rientrato nuovamente in possesso di Salussola. Nel 1418,
Salussola, darà l’asilo agli assassini di Giovanni d’Andorno,
legato del vescovo d’Ivrea. Un altro fatto di questi anni,
fu la cattura da parte degli armati Salussolesi di alcuni
uomini di Cerrione che avevano osato attraversare il
territorio di Salussola con dei cavalli e carichi di
sale. Fu così che fu guerra, dichiarata il 6 agosto
del 1426. Importante era per il Duca di Savoia, Amedeo VIII,
riuscire nell’intento di conquistare quell’estremo
declivio della Serra sulla pianura Biellese sul quale
sventolava ancora il biscione visconteo. Nel Biellese
e nel Canavese, i castelli di Roppolo, Alice Castello,
Cavaglià, Burolo e Sandigliano si ergevano a baluardo
contro le armate del Duca Amedeo VIII, ma l’intento
principale dei Savoia era quello di occupare il castello di
Salussola, che sorgeva in una posizione di massima
importanza strategica. l Duca aveva ordinato agli eserciti
comunali di Bollengo, Palazzo Canavese, Piverone, Torrazzo,
Sala, Zubiena, Cerrione, Mongrando e Biella, già suo
dominio, di tralasciare ogni incombenza e preparare i mezzi
della guerra per sferrare l’offensiva contro Salussola. I
Le truppe del Duca di Savoia espugnarono Cavaglià il 25
settembre 1426, mentre il giorno prima avevano occupato
Sandigliano, che aveva opposto resistenza dai forti della
Rocchetta e del Torrione. Il 27 settembre 1426 venne
espugnato Roppolo, il 28, Alice Castello. Il 30 settembre
1426, iniziò l’offensiva contro Salussola, l’ultima
roccaforte ancora resistente. L’esercito visconteo,
asserragliate dentro le mura del borgo, ricevuto rinforzi,
fece delle uscite fuori le mura e distrusse le chiuse dei
mulini nella zona di Santhià, allo scopo do affamare i
nemici. L’assedio di Salussola si protrasse per tutto il
mese di ottobre, novembre e dicembre del 1426 e per tutto il
mese di gennaio del 1427. Il 12 febbraio 1427 vennero
dettati i preliminari per la pace. In seguito a tale
concordato, il Duca di Savoia si annesse tutte le terre
conquistate nel Vercellese e Biellese ad eccezione di
Salussola, rimasta isolata ed ancora in mano ai Visconti.
Qualche tempo più tardi Filippo Maria Visconti, per
dimostrare la sua disponibilità a trattare e porre così
fine alla guerra, iniziò le trattative mirate a cedere
Salussola al Duca Amedeo VIII. Gli incontri fra le parti in
causa si susseguirono per alcuni mesi e solamente alla data
del 1 gennaio 1428, il Duca Filippo Maria Visconti,
accettava di cedere il castello di Salussola e tutto il
Comune a colui che ne era stato l’abile negoziatore, il
capitano generale del Piemonte, Enrico di Colombier. Enrico
di Colombier, si era valso della capacità diplomatica di
due consiglieri, i Conti Regino e Giovanni di Valperga, il
21 marzo del 1428, facendo uso della facoltà di alienare ad
altri quanto ottenuto dai Visconti, cedette Salussola e le
sue pertinenze al Duca Amedeo VIII, il quale per
ricompensarlo, gli donò
duemilacinquecento scudi d’oro. |