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Tradizioni
Popolari
L’Indulgenza
Plenaria
(1582)
- Da una Bolla Pontificia del 1 gennaio 1582, il Papa
Gregorio XII concedeva per dieci anni, dal 25 luglio 1582 al
25 luglio 1607, l’indulgenza plenaria nella festa di San
Giacomo, da acquistarsi nella chiesa della Confraternita di
San Nicola da Tolentino. La
Processione
Votiva
di San
Silvestro
(1600-700)
- Dal 1600 al 1700, il giorno di San Silvestro ero
uso andare in processione dalla Chiesa di Santa Maria
Assunta e attraverso la vigna del Monastero dei Benedettini
che gestivano il priorato di San Pietro Levita, all'Oratorio
campestre di San Silvestro. Quest’ultimo particolare
lascia supporre un’origine votiva per propiziarsi
l’intercessione del Santo contro le epidemie dei bestiami,
essendo San Silvestro invocato come protettore dei bovari. Le
Processioni
Campestri
(1695)
- Nel 1695 si svolgevano alcune processioni
campestri:
l giorno seguente la festa di San Marco, di buon mattino,
dalla Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta fino
all’Oratorio di San Bartolomeo di Vigellio e per la
regione Campagnola, all’Oratorio di Santa Maria di Arro.
Il mattino del giorno di Santa Croce, dall’Oratorio della
Cascina Layazzo alla fontana del Casetto di Prelle,
all’Oratorio della Cascina Carengo, all’Oratorio di San
Secondo e a quello che doveva essere l’antico oratorio di
San Giorgio incorporato nella Cascina San Jori stessa, sino
alle vestigia della chiesa vecchia di San Secondo per la
strada Torinese verso San Grato.
La
Benedizione
dei Pani
nella Festa
di San
Nicola
da Tolentino
- Era consuetudine nella festa di San Nicola da Tolentino la
benedizione del pane, detto appunto di San Nicola, ritenuto
efficace nei casi d’incendio, epidemie e epizoozia. La
confraternita usava andare per cascine a raccogliere le
elemosine di grano e di vino per poter fabbricare il pane e
distribuirlo al popolo. In
queste collette si raccoglieva pure l’olio, che doveva
alimentare la lampada eucaristica.
La festa di San Nicola era pure solennizzata esteriormente
con lo sparo festoso di mortaretti.
L’usanza di benedire il pane, che porta l’impronta di
una piccola croce, è una delle poche tradizioni della
Confraternita rimaste. I
Voti alla
Madonna d’Oropa, al
Beato
Pietro e a
San
Rocco
(1867)
- “
Sappia chi di dovere come nell’anno 1867 nel mese di
Giugno infestando l’Italia ed in specie il nostro Piemonte
il pestilenziale Cholera morbus furono in particolar modo
assaliti da tal flagello paesi a noi vicini come Cigliano,
Borgo d’Ale, Alice, Santhià, Cavaglià ed anche il
finitimo Dorzano, i quali tutti ebbero a deplorare
numerosissime vittime. Continuando tal morbo ad infierire il
parroco di San Secondo D. Cipriano Morino invitava li suoi
parrocchiani ad unirsi seco lui a pregare il Dio delle
misericordie a liberarli da si terribile malore, e a tal
uopo li esortava per un dato tempo a recarsi ogni giorno in
chiesa a recitare la 3a parte del Rosario ed ad implorare
così l’aiuto potentissimo di M. SS.ma d’Oropa, di S.
Pietro Levita nostro compatriota e di S. Rocco, i quali già
tre volte si mostrarono protettori dei suoi divoti contro si
fatto infortunio. Accolsero di buon grado tal invito tutti
indistintamente li Terrazzani di San Secondo ed uniti al lor
pastore si raccoglievano ogni giorno nella lor chiesa
parrocchiale a pregare il Signore perché li preservasse da
si fiero malanno. Intanto si udivano nei vicini paesi nuovi
assalti de’ quali alcuni erano fulminati, e le preghiere
furono prolungate.
Giungevasi
al fine del mese di Luglio e li buoni parrocchiani di San
Secondo vedendosi sino a tal epoca esenti dalla comune
disgrazia, spontaneamente e senza verun eccitamento dal loro
parroco idearono la costruzione di un Pilone o Capelletta
che segnasse come monumento le preservazione del Cholera
sino a quell’epoca e ne ottenesse per l’avvenire… “.
La cappelletta fu edificata
nelle vicinanze della vecchia strada dei Murassi e del
Cimitero, fu dedicata alla Madonna d’Oropa, al Beato
Pietro Levita e a San Rocco, ed è tuttora esistente.
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