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info |
| Punto
di partenza
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Il percorso inizia nella piazza del borgo antico di Salussola,
tra
il belvedere panoramico, la
chiesa trecentesca dell' Assunta e il Palazzo Comunale. Nel
piazzale a ridosso del muro di cinta della chiesa è
piazzato un grosso tabellone segnaletico dell'escursione e una buona
possibilità di parcheggio. |
| Tempo
di percorrenza - Circa 2h
/ 2h,30 |
| Periodo
di escursione -
Si consiglia di percorrere il sentiero dal 1° aprile al 31
ottobre con predilezione per l'inizio di primavera e la
metà dell'autunno. In primavera è possibile godere della
fioritura di piante, arbusti e prati e durante l'autunno del
giallo rosso e marrone delle piante. |
| Stato
e tipo di percorso
-
Il sentiero può essere visitato
a piedi o con mountain bike, con precauzione per la
presenza estiva di eventuali erbe alte o di erosioni del
fondo, dovute a fenomeni atmosferici erosivi o a ruscelli.
E' sconsigliato il percorso oltre la cascina Carrubi. La
vista esterna sulla cascina Carengo è consigliata seguendo la strada asfaltata oltre
la Cascina Carrubi. Lasciando a sinistra la strada asfaltata
per Salussola e proseguendo per San Secondo, a destra di una
edicola votiva dedicata alla Madonna di Oropa c'è una
strada sterrata e ghiaiosa che porta al Carengo. |
| Panorama
- Dirigendo lo sguardo verso sinistra è possibile osservare
i profili morenici della Serra, e quando la vegetazione in
periodo autunnale si dirada, a destra è possibile osservare
la piana e l'anfiteatro delle Alpi Biellesi. Raggiunto il
pilone votivo della Madonna della Croce, lo sguardo
abbraccia l'arco delle Alpi Biellesi dalla Colma del
Mombarone al Monte Bo, mentre nelle giornate più limpide è
possibile ammirare il Monte Rosa. |
| La
strada del Mazzucco
- Anticamente era una delle due
strade dell'area collinare del Comune di Salussola.
Collegava Prelle e le cascine circostanti al borgo di
Salussola. Era anche l'antica strada che conduceva a
Zimone e a Cerrione. |
| La
Madonnina della Croce - Pilone votivo di origine
privata di fattura settecentesca sormontata da un'alta croce
in ferro. Dedicato alla Madonna di Oropa è meglio
conosciuto come Madonnina della Croce del Lajasso. E'
ubicata alle spalle della cascina dei frati del Lajasso,
alla sommità di un anfiteatro naturale. dentro
le quattro nicchie ricavate sui lati del pilastro, conserva dei dipinti
sbiaditi e deturpati da vandalismo, tra i quali si possono
ancora intravedere la Madonna d'Oropa e il Beato Pietro Levita. |
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Cascina Lajasso
- Casa
di vacanza del canonico Calanzano Vigna, che a metà
dell'ottocento vi edifica anche un oratorio tutt'ora
esistente. Alla sua morte l'eredità passa ai padri
filippini di Biella che la usano per i ritiri spirituali
durante il periodo estivo. Attualmente il complesso è
un'abitazione ad uso privato che saltuariamente in passato
ha ospitato serate culturali. ( per una
visita in loco chiedere alla proprietà )
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Prelle -
>>>
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Cascina
Carrubi -
La
Cascina Carrubi è un lascito dei signori Gianinetto e ospita un
centro agricolo, abitato per lo più durante la stagione
primavera estate da persone disabili e non autosufficienti.
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Cascina Carengo - Ex
complesso monastico del XVI secolo, è situato a 380 metri e
si affaccia su un'ampia valle panoramica circondata da
boschi, prati e terrazzamenti. Già meta di processioni
campestri, fu sede di monastero estivo dei domenicani di
Vercelli fin dal 1517 con annesso oratorio della Madonna
degli Angeli. Con la dominazione napoleonica venne requisito
e soppresso; la proprietà venduta a privati. Su due collinette
adiacenti la cascina sono state
rinvenute due croci lignee risalenti al 1800. Da
notare nel complesso il portone d'ingresso, il bel loggione
cinquecentesco superiore e il portale dell'ex
oratorio. Attualmente il complesso è un'abitazione ad uso
privato. ( per una
visita in loco chiedere alla proprietà )
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Itinerario
- Dopo aver lasciato la piazza
di partenza ci si dirige verso l'altra piazza
che ospita la chiesa della Confraternita di San Nicola da
Tolentino e la settecen- tesca fontana detta " bürnel "
e piegando a
destra si esce dall'abitato. Sulla strada si affacciano
costruzioni sei-settecentesche e il semidistrutto oratorio privato
di San Carlo Borromeo; si raggiunge il bivio per Cerrione,
Prelle, Zimone. A destra i resti in mattoni a vista della seconda porta urbica
del borgo e alcuni tratti di mura e rinforzi, di
fronte l'oratorio sconsacrato di San Grato. In direzione Cerrione, dopo una decina di metri di leggera salita si imbocca a
sinistra un tratto di strada asfaltata indicata da un cartello di
strada senza uscita, è la strada del Mazzucco; in questo punto
tra gli alberi c'è un segnavia sulla destra. All'inizio della
strada del Mazzucco, a sinistra per chi guarda, tra l'edera e i
rovi ci sono i resti di un'altra antica porta gabellare, demolita
verso la metà degli anni sessanta per far posto alla odierna
strada provinciale per Cerrione. In pochi minuti si
raggiunge il serbatoio dell'acquedotto, a sinistra, e ha termine
anche l'asfalto e il sentiero si fa sterrato. Poco oltre sono
posizionati un tabellone e una panca di legno, il tabellone esplica le
specie botaniche esistenti nella zona collinare. Inoltrandosi
lungo il sentiero che rasenta da un lato dei vigneti e dall'altra
declivi boschivi, si intravedono leggermente spostati
sulla sinistra i ruderi di un edificio, sono i resti di una delle
torri medievali di avvistamento sparse sul territorio comunale. Proseguendo nel bosco, si scende verso
destra rasentando un muretto di pietre a secco. Si giunge così ad
una biforcazione del sentiero in cui il segnavia è poco
evidente; si prende il ramo di sinistra. Qui la vegetazione del
sottobosco si fa particolare di ampie macchie di " pungitopo
". Ci si trova di
fronte a una strada che sale diritta verso la cascina Layasso; è
necessario seguire i segnavia ed entrare nel bosco a destra,
facendo attenzione alla vegetazione, fitta sopratutto in primavera
estate. Dopo una breve salita si giunge ad un ripiano erboso.
Bisogna seguirlo verso destra e superare il terrapieno da cui si
giunge nei pressi della cascina. Si arriva ad
una edicola votiva detta della Madonnina della Croce. Questo è il punto più
aperto del percorso formato di prati verdeggianti, mentre la
conformazione del terreno è simile a un anfiteatro; qui in tempi
trascorsi si coltivava la vite, ora è scomparsa e scorazzano i
cinghiali. Si piega quindi a sinistra costeggiando il
bosco, limitato in primavera da macchie fiorite di biancospino, e rientrandovi ( non ci sono i segnavia ). In pochi minuti
si giunge ad un cippo con segnavia. Una breve discesa conduce ad
un bivio. Si scende a sinistra seguendo il sentiero per
arrivare ad un nuovo bivio. Di fronte si trova un vigneto; si
piega a destra giungendo ad un quadrivio. Seguendo i segnavia si
prende il ramo che sale verso sinistra uscendo nel bosco. Si
giunge ad una discesa; seguendola in pochi minuti si arriva al
borgo rurale di Prelle ( la fontana che rasenta la strada ha fisso
un cartello che indica
la non patabilità dell'acqua, ma è meglio chiedere in loco ). La
strada, in parte ancora acciottolata, passando tra le case, incrocia la strada
asfaltata della Salussola Zimone, c'è un segnavia: la si
attraversa e si riprende il sentiero giungendo alla cascina
Casetto. Si supera il rio Biecchio, a destra del ponte è da notare una
vecchia presa dell'acquedotto comunale dismesso, e lasciando a
destra una villa con parco si arriva alla salita della Cascina
Carrubi che troviamo in cima alla collina a sinistra.
In questo punto
i segnavia indicano una salita verso destra. Il percorso è
piuttosto disagevole a causa della folta vegetazione. La
salita avviene in una parte del bosco recentemente disboscato (
bolli rossi a lato del sentiero ) e non molto agevole a
percorrersi. La salita si conclude in vista della cascina Carengo
( segnavia sul muretto a sinistra ), bella costruzione circondata
da prati a pascoli. Da questo luogo si dipartiva
un'altra strada chiamata " Croce del Carengo. Si scende tra
gli edifici, risalendo poi a destra ( segnavia ). Nella zona ci si
può imbattere in cinghiali o in grosse lucertole verdi. Si
arriva a San Secondo (fontana), qui si conclude la parte su
sentiero dell'itinerario.
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