| La tradizione popolare vuole che Salussola abbia dato i natali
nel 540 a quello che è ritenuto il suo più illustre concittadino; il Beato
Pietro Levita. A secondo delle interpretazioni, Pietro apparteneva alla
famiglia dei nobili Bulgaro (o Bolgaro), del ramo dei Salussola, nel cui
palazzo sarebbe nato, secondo altri, Pietro avrebbe visto la luce in una casa
situata sull’odierna Via Pietro Micca, al Monte nel cantone “Casazza”. La casa certamente non è quella del Beato Pietro, perchè è un
edificio di struttura tardo medioevale, sorto probabilmente sulle rovine
d’edifici che formavano l’avamposto fortificato del “ Mons Victimuli “ prima
e del “ Castrum Caesaerum “ dopo. Bisogna ritornare alla cultura dei tempi per capire che però,
questa leggenda ha un filo di verità; l’uso della trasmissione delle notizie
era tramandato a voce e da ogn’uno interpretato a seconda della propria cultura
e quindi, tramandato fino ai nostri tempi in modo distorto. Probabilmente il palazzo dei Bulgaro era proprio nella zona dove
oggi s’indica la casa natale di Pietro, la pittura murale posta su questa casa
e che raffigura Pietro, vestito di abiti cardinalizi è solo frutto di credenza
popolare e questo non basta per affermare che quella è stata la sua casa
natale.
In un documento datato 12 agosto 1580, cioè mille anni dopo, il
notaio di Salussola, tale Azeglio, nel testamento di Giuseppe Bulgaro, questi
affermava che Pietro, ancora giovanissimo fu inviato dai suoi familiari a Roma,
dove si distinse nello studio delle lettere e della filosofia, diventando nel
frattempo amico e confidente di Gregorio figlio di un senatore romano,
discendente della famiglia degli Anici, che poi sarebbe stato eletto al soglio
pontificio con il nome di Papa Gregorio Magno. |
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| Quadro
raffigurante Pietro Levita diacono del
pittore Crida - Cappella
del Beato |
| Chiesa
di S. Maria Assunta in Salussola |
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