Salussolanet il portale Biellese di Salussola

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Porta Urbica Inferiore - 1374 - 1375 [via Roma]Poiché la posizione su cui sorgeva l’agglomerato di Salussola era ritenuta, all’epoca, di rilevanza strategica in particolare delle fortificazioni di cui disponeva il castello, nel 1375 il Vescovo di Vercelli ordinò al tesoriere del Comune di Biella, certo Bartolomeo Scaglia, di elargire 540 fiorini d’oro, per l’impegno del Comune di Salussola nel fortificare le bastie del castello, per aver ricostruito le mura cadute in rovina, nonché per la costruzione di due porte, una verso nord-est e la seconda verso sud-est. Il borgo fu munito dal Vescovo Giovanni Fieschi di un castello con tre torri, ora semidistrutto, e di una cinta muraria che circondava l'attuale Monte. Essa aveva due porte, di cui è ancora in piedi solo quella sud. La porta rimasta sorge sulla salita anticamente detta "Crosa";  è stata restaurata negli anni settanta, dato che il lato verso il paese  era in parte crollato. L'esterno verso la pianura ha una zona inferiore di pietre squadrate e,  più in su, di ciottoli a spina di pesce con due corsi orizzontali di mattoni; l'apertura principale, a sesto acuto,  è sormontata da un'altra apertura quadrata. La zona superiore, di mattoni, ha una finestra a tutto sesto e sei beccattelli triplici in pietra sostenenti cinque caditoie. Come nota il Conti, queste caditoie hanno una caratteristica insolita: a partire da quella centrale, più larga, diventano più strette verso i lati. Secondo l'autore - da cui abbiamo attinto gran parte delle notizie - i tre tipi di muratura che si vedono in questa porta segnano tre distinte fasi costruttive. Ancora più in su, una decorazione in mattoni (dentelli su mensole e dente di sega) è sormontata da tre merli guelfi. Nel Biellese la merlatura è quasi sempre ghibellina; questa è un'eccezione. La spiegazione va ricercata nell'elargizione in denaro che il Vescovo "Guelfo" di Vercelli Giovanni Fieschi fece al Comune di Salussola nel 1375 per l'edificazione delle fortificazioni. L'esterno verso monte presenta nella zona inferiore, in mattoni, l'arco leggermente acuto dell'apertura principale, e nella zona superiore un'ampia apertura. Una decorazione in mattoni simile a quella del lato verso valle orna il breve tratto di muro ai lati dell'apertura stessa. L'insieme non ha un aspetto solido, nonostante la trave orizzontale di rinforzo: non stupisce se da questa parte si sia verificato il crollo. Anche il vano interno è aperto verso l'alto.  Per il Conti questa tipologia "a vela" non è primitiva, ma frutto di interventi posteriori. L'arco verso valle è sormontato da un altro arco, di rinforzo, poggiante su mensole di pietra; ha un profilo a tutto sesto alquanto irregolare. Le pareti laterali del vano interno hanno ognuna una finestra a pieno centro, molto in alto; quella verso valle è a doppia ghiera. Qui la muratura è di ciottoli a spina di pesce. La parete verso monte presenta, al di sopra dell'apertura principale, tre corsi orizzontali di mattoni.

Porta Urbica Superiore [via Duca d'Aosta] - La Porta Urbica Superiore fu distrutta nell'ottocento: il Gabotto ne vide solo tracce "lievi ed incerte". Queste consistono tuttora in un contrafforte di mattoni con tratti di muratura in ciottoli ad opus spicatum, al termine del paese verso il bivio di Cerrione - Zimone, sulla destra. Dai resti si desume uno stile architettonico non proprio uguale alla Porta Inferiore, ma più simile ai resti della Porta Cerrione, presumo a un rifacimento cinque-seicentesco, in quanto Salussola fu più volte assediata, ricordiamo che il paese fu occupato dalle truppe francesi nel 1557 e dalle truppe spagnole nel 1648.

Porta Cerrione [S.P. Salussola-Cerrione]  - La Porta Cerrione o dei Mazzucchi, a differenza delle altre porte che assolvevano il compito di difesa e di barriera doganale, era solamente posta per la riscossione dei pedaggi tra il Comune di Cerrione e quello di Salussola e solo più tardi potrebbe essere stata adibita a chiusura di proprietà terriera. Eretta a ridosso dei contrafforti inferiori delle mura, ma all'esterno della cerchia, poco distante dal bivio per Zimone e dall'Oratorio di San Grato, segnava l'inizio della vecchia strada romana prima, e strada  comunale di Prelle dopo. Ancora ben visibile a metà degli anni ' 60, fu demolita per far posto alla nuova strada di collegamento tra Salussola e Cerrione, l'attuale provinciale del " Rio Freddo ", insieme ad essa furono demoliti parte dei contrafforti inferiori delle mura di difesa del borgo. Quando fu demolita la porta, furono demolite le condotte dell'acquedotto che vi scorreva sulla parte superiore, il condotto prelevava l'acqua dal " casetto " di Prelle e distribuiva l'acqua all'interno del borgo; crediamo che parti di condotte siano ancora sepolte nel sottosuolo. I resti della porta, ricoperti di edera e rovi, sono ancora oggi visibili imboccando " La passeggiata Mazzucchi ", sulla sinistra.

Bibliografia: "L'architettura gotica nella diocesi di Biella" di Carlo Gavazzi e Paolo Merlo