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Chiesa
di Santa Maria
Assunta
sec.XI - XIV - La
parrocchiale della Beata Vergine Assunta fu rifatta nel XIV
secolo.
La sua struttura romanico - gotica è ben visibile ancora oggi
in tutte le sue parti; tuttavia restauri e aggiunte barocche
ne hanno snaturato le caratteristiche.
La pianta è a tre navate, con abside poligonale i cui angoli
sono segnati da contrafforti. La facciata
è a gradini, esempio assai raro (unico nel
Biellese); sul lato destro però lo spazio fra
un gradino e l’altro è stato riempito, ottenendo un
unico spiovente.
Si vede però bene il profilo dei gradini originari,
perché la muratura è diversa.
Da questa parte inoltre, facciata e chiesa sono state allargate;
nel complesso, l’asimmetria è vistosissima.
La porta che in origine doveva essere ogivale, è
incorniciata da un fregio rettangolare ( terracotte a Bacchi
e grappoli d’uva, quattro-cinquecenteschi secondo Don
Delmo Lebole ). Il fregio non ha più il dovuto risalto a
causa del protiro addossato alla facciata, poiché la chiesa
è bassa, questo protiro è enorme, e ha qui un effetto
deturpante. Sopra la porta sta un rosone, anch’esso
decorato in cotto, e ai lati due finestre.
Quelle attuali, rettangolari, sono assai più grandi di
quelle originali. Anche se restano tracce di due archi
ribassati sopra alle due finestre rettangolari, pensiamo che
in origine queste aperture fossero ogivali. Infatti, se si
accentua il profilo a gradini, tutte le caratteristiche che
abbiamo finora elencato formano un quadro di facciata che,
presente anche in Piemonte orientale (
San Nazzaro Sesia, San Pietro di Gattinara ),
è frequente anche in Lombardia occidentale (
San Francesco e San Pietro Martire di Vigevano, Santa Maria
e San Giorgio di Castelnovetto, San Lorenzo di Mortara, che
è l’esempio più notevole ),
ricordiamo che ai tempi, Salussola era governata dai
Visconti e di certo ne ricevette gli influssi anche
nell’arte.
In tutti questi casi abbiamo: portale ogivale decorato,
incorniciato da un fregio rettangolare; in alto, ai lati,
due cerchi inscritti nello spazio fra l’ogiva e il
rettangolo ( che spesso contengono, affrescati, angelo e
Annunziata; a Salussola, se c’erano, il protiro li ha
cancellati ); rosone e finestre ogivali decorate; il tutto
scompartito da quattro contrafforti, due angolari e due
fra le finestre e la porta. Questi contrafforti ci sono
anche a Salussola; qui però a destra l’ultimo di
essi non è più angolare, perché da questa parte,
come abbiamo già detto, la chiesa è stata allargata.
Le facciate che abbiamo ricordato, tutte a capanna
eccetto San Pietro Martire di Vigevano, hanno
muratura di mattoni a vista: lo stesso a Salussola. I
fianchi della chiesa hanno ora un aspetto
irregolare, per l’apertura di varie cappelle
laterali. La decorazione consisteva in due fregi di archetti
a tutto sesto incrociati, uno lungo la navata e uno lungo le
navatelle, sormontati da corsi di mattoni a dente di sega. Gli
archetti sono stati trasformati, intonacandone la parte
superiore, in archetti acuti.
La decorazione, ora totalmente assente sul fianco destro, è
conservata in due lunghi tratti sul sinistro.
Essa ornava anche l’abside, dove oggi restano solo le
mensoline che sostenevano gli archetti.
Quest’abside, ottagonale, è costruita nella parte bassa
in pietra, più in su in mattoni; i contrafforti che la
sostengono sono un esempio unico nel Biellese.
Era aperta da un oculo circolare, ora murato.
Ai fianchi dell’abside, la parete terminale delle
navatelle conserva gli archetti pensili.
Ma mentre sulla navata sinistra il fregio è, come ci
aspettiamo, obliquo,sulla destra è orizzontale:
testimonianza, in quest’area, di un’asimmetria di lunga
data, dovuta forse al preesistente campanile.
L’interno ha subìto anch’esso trasformazioni rilevanti,
specie nella navata centrale.
Qui, infatti, gli archi trasversali sono ora a tutto sesto,
e mancano i costoloni, presenti invece nelle crociere delle
navate laterali.
In queste ultime gli archi trasversali, come pure gli archi
longitudinali che le separano dalla navata principale,
alcuni hanno profilo acuto.
Il campanile è stato ricostruito nel 1722.
Del precedente, che aveva muri spessi ed era poco più
alto della chiesa, restano scarsi avanzi, fra cui una
bifora con colonna e capitello assai rozzi, visibile
nel sottotetto della chiesa stessa.
Per concludere, è nostra impressione che la facciata della
parrocchiale di Santa Maria Assunta sarebbe ottima
candidata per un facile restauro.
Tolto il protiro, rifatte le finestre e, se possibile,
ripristinato il profilo a gradini, avremmo davanti agli
occhi un’opera stilisticamente molto interessante ed
esteticamente valida.
E l’interno ? Impensabile
riportare gli interni allo stato originale, anche se non è
impossibile restaurare il coro e la navata centrale, come
ricostruire i costoloni, togliere quelle orrende pitture
ottocentesche dalle navi e dal soffitto, intervenendo sui
pilastri, asportandone i rivestimenti di calce e gesso e
mettendo a vista il rivestimento di mattoni.
Bibliografia:
“ L’architettura gotica nella diocesi di Biella” di
Carlo Gavazzi e Paolo Merlo
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