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Crocifisso

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Ritrovato il crocifisso di Salussola
L'opera d'arte sacra recuperata dal pool "quadri puliti" della Mobile di Vercelli L'opera d'arte sacra recuperata dal pool "quadri puliti" della Mobile di Vercelli Ritrovato il crocifisso di Salussola Due tossicodipendenti stavano tentando di vendere la bella scultura settecentesca per tre milioni Lesionata in pi¨ punti durante il furto, la statua potrÓ essere restaurata e tornare nella chiesa VERCELLI. Era un vero affare: tre milioni per un crocifisso settecentesco in legno finemente scolpito. Peccato che, al termine della trattativa, invece del libretto degli assegni l'acquirente abbia sventolato una tessera della polizia, e cosý la storia Ŕ finita con una statua sequestrata e due persone denunciate per furto aggravato e, forse, anche per ricettazione. Il crocifisso recuperato eia stato rubato nel pomeriggio di domenica 30 aprile dalla chiesa parrocchiale di Salussola, un edifýcio romanico-gotico dedicato alla Beata Vergine Assunta. Ia denuncia era stata presentata al comando carabinieri il martedý successivo dal parroco, don Gianni Pedrolini. Il recupero Ŕ stato eseguito dagli investigatori dell'ormai celebre "pool quadri puliti" operante all'interno della "Mobile" vercellese diretta dal commissario Athos Vecchi; gli stessi agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria che da oltre due anni e mezzo si sono specializzati nel recupero di opere d'arte rubate in Italia e in Francia. Il crocifisso, opera finemente scolpita nel 1712 dallo scultore biellese Carlo Francesco Aureggio Termine, che ha firmato anche il prezioso pulpito, misura circa 45 centimetri per 45 ed era stato restaurato una quindicina di anni fa. Compare sulla prima e quarta pagina di copertina della guida telefonica Sip 1955 per la provincia di Vercelli insieme con il pulpito della chiesa e le sculture lignee del fonte battesimale eseguite nel 1686 da Bartolomeo Termine di Zumaglia insieme con i pannelli degli armadi della sacrestia. In origine faceva parte dello stesso pulpito, ma ne era stato poi staccato per essere sistemato su una croce astile posta a fianco dell'altare maggiore. Per staccarlo dal legno della croce i ladri ne hanno spezzato le mani all'altezza dei polsi: Ŕ stato spezzato anche un braccio, quello destro, all'altezza dell'attaccamento alla spalla. Fortunatamente don Gianni Pedrolini, che si era accorto del furto lo stesso pomeriggio di domenica 30 aprile mentre si accingeva a celebrare la messa vespertina, Ŕ riuscito a recuperarne tutti i frammenti che erano sparsi sul pavimento ed ora, da un primo sommario esame, un restauro risulterebbe sicuramente possibile. "Ci vorrÓ soltanto un po' di pazienza - ha commentato per telefono il par roco che giÓ a mezzogiorno di ieri aveva recuperato la preziosa statua - ma sono quasi sicuro che tornerÓ bella come prima". ? Quando, l'altro giorno, ha ricevuto dalla polizia la telefonata che lo invitava in questura per riconoscere ufficialmente la statua, don Gianni quasi non voleva credere alle proprie orecchie:, si Ŕ precipitato in via San Cristoforo, e sulla scrivania del dottor Vecchi ha ritrovato proprio il "suo" crocifisso. "Vi ricorder˛ a lungo nelle mie preghiere", ha promesso coralmente all'intero "pool": pare che qualcuno lo abbia sentito parlare anche di indulgenze, ma la cosa non Ŕ confermata. Il nome dei presunti ladri non Ŕ stato reso noto: sarebbero due tossicodipendenti residenti in provincia, il riserbo deriva dal fatto che entrambi sarebbero coinvolti anche in un'inchiesta per droga. La polizia si era inserita nella trattativa quando i due avevano offerto la statua ad un ricettatore per 3 milioni. Walter Ca mura ti Il crocifisso della chiesa di Salussola recuperato dalla Squadra mobile


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