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Gli
atti della Visita Pastorale del 1606 attestano che quest’oratorio si trovava
poco distante dalla chiesa del Beato Pietro Levita e che già allora era
distrutto, privo dell’altare e ricoperto di rovi. La
stessa situazione rileva pure la relazione del pievano nel 1619: “ Nel
istesso finagio si ritrova la Chiesa di s.to Silvestro tutta ruinata, et si fa
la festa per voto”. Quest’ultimo
particolare lascia supporre un’origine votiva per propiziarsi
l’intercessione del Santo contro le epidemie dei bestiami, essendo San
Silvestro invocato come protettore dei bovari. L’oratorio
non venne riedificato, ma andò sempre più diroccando fino a scomparire. La
sua esistenza è ancora ricordata in un documento del 1702: si tratta di atti di
lite con i padri Gerolamini, che tenevano la chiesa del Beato Pietro Levita. In
essi un teste dichiarava: “…che in occasione della processione che si
suole fare il giorno di San Silvestro dalla Collegiata e popolo nel luogho, dove
anticamente v’era una Capella di d.° Santo posta in una Vigna di medemmi
Padri, puoco distante dall’Oratorio di S. Pietro Levita, essa Collegiata o uno
del corpo d’essa suole andar a cantar la S. Messa in d.° Oratorio di S.
Pietro…”. Con molta probabilità l'oratorio è stato inglobato nella cascina Riondella, situata di fronte all'attuale cimitero, lungo la provinciale Cavaglià - Salussola.
Bibliografia: “Storia della Chiesa Biellese – Le Pievi di Vittimulo e Puliaco” 1979 di Don Delmo Lebole |