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Oratorio di San Grato

secolo XVII 

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L’Oratorio di San Grato si trova fuori dalle antiche mura, oltre la porta Superiore (non più esistente) che era l’accesso al Borgo e dove si dipartono le strade provinciali per Zimone, per Cerrione. Il primo documento che lo ricordi è la Visita Pastorale del 1606, dalla quale si può desumere che era stato distrutto da poco tempo. Non fu però subito restaurato, perché nel 1619 il pievano ancora così scriveva: “ Nel finagio di saluzzola vi si trova la Chiesa di S.to Grato fuori di saluzzola la quale si è di due travate tutta aperta mezzo il Cuoro dirochato e tutto l’Altare per terra coperta di coppi e sta per cascare il restante dil Cuoro et tutta detta Chiesa, si fa la festa per voto “.In questo documento sono perciò contenute le sue dimensioni e la sua origine votiva. Non va dimenticato che San Grato era invocato contro i cattivi tempi e le tempeste. Negli anni seguenti venne completamente rifatto e in una donazione del 1642 si legge che la costruzione non era ancora ultimata ed era stata intrapresa dal comune di Salussola. Al fine di portarla al termine, il 15 agosto 1642 Domenico Garrone faceva donazione alla stessa di alcuni appezzamenti di terreno. Ma ancora nel 1661 la cappella non era ultimata, anche se era già stata benedetta, tanto che il Vescovo la sospendeva. Fu portata a termine negli anni successivi, tanto che nel 1671 si supplicava al Vescovo di Vercelli. La facoltà fu concessa dal Vicario Generale Riccio il 3 settembre 1671 e in seguito la cappella fu ridotta a perfezione. Così si desume dalla Visita Pastorale del 1698, che ricorda anche il possesso di alcuni terreni, donati alla cappella. La Visita Pastorale del 1748 attesta che nell’oratorio di San Grato si celebrava la Messa tutte le feste, dal 3 maggio al 14 settembre, per devozione del comune. Nel 1765 fu così descritta: “ …fuori della porta del luogo, verso sera, colla facciata a mattina, d’ordine piuttosto toscano, a volta, ben calcinata nella facciata e rustica nelle tre altre parti, al di fuori colla sua piccola piazza, chiusa di muraglia avanti a riserva per dove si entra… con un solo altare con il quadro rappresentante tal Santo sulla tela cornice di legno colorita…”. Nel 1880 si scriveva: “ Pare che la chiesa di San Grato sia stata eretta per voto pubblico, essendo il Patronato del Comune. Ha un solo Altare. Si canta Messa il giorno del Titolare di buon mattino, portandosi la popolazione della Parrocchia colà processionalmente cantando l’Iste Confessor, e ritornandovi nella stessa guisa dopo il canto della Messa nell’Oratorio. Lo stato materiale della Chiesa è mal conservato  ed in pessimo stato, il piccolo arredamento è di alcuni candelieri. Possedeva beni rurali pel reddito in media di annue £. 20, ma pochi anni sono furono incamerati e non possiede più nulla “. Nel 1905 si aggiungeva: “ Alle porte del paese, verso Zimone, trovasi altra Chiesetta denomina “ Oratorio di S. Grato “, chiusa al culto dopo le leggi eversive del 1866-67, i cui beni stabili, costituenti il suo patrimonio, si lasciarono ingiustamente sopprimere, mentre a tenore delle leggi stesse, si dovevano solamente convertire, perché beni di oratorio aperti al Culto “. Così è pure attualmente. Anche se l’edificio esiste ancora, è sconsacrato.                                                                    

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Bibliografia: “Storia della Chiesa Biellese – Le Pievi di Vittimulo e Puliaco” 1979 di Don Delmo Lebole