Carissimi parrocchiani,

questa volta vi posso proprio salutare in questa maniera perché ho definitivamente adempiuto tutte le pratiche per la nomina a parroco, grazie al vostro interessamento e, in particolare a quello del Signor Sindaco Valter Gauna che, a dicembre dello scorso anno, faceva richiesta esplicita al Vescovo per la conferma della mia presenza. Mi scuso per il ritardo con il quale esce questa edizione: guai se qualcuno avesse già disperato del secondo numero! Sono in ritardo perché ho partecipato ad un congresso internazionale di preti a Malta e poi sono andato tre giorni a Spotorno con il Vescovo a riflettere sui scramenti dell’iniziazione cristiana. In questo mese, come in tutti gli altri, posso proprio dire che la Provvidenza di Dio si manifesta con grande forza. Ho ospitato un gruppo di ragazzi per una settimana comunitaria in casa: un’esperienza nella quale i ragazzi lasciano la loro abitazione e si trasferiscono qui per continuare a fare quello che fanno di solito nella vita ma… al posto di tornarsene ognuno alle proprie case si ritorna qui dove c’è ad attenderli un desiderio maggiore di conoscenza, di preghiera e qualche momento di formazione. Questo gruppo di giovani, come molti altri che seguo, mi fanno scoprire la grandezza di Dio e il desiderio di molti a seguirlo con cuore sincero e vero. Oggi non è facile pensare questo dei giovani e ci si lascia convincere dalla società che i giovani siano superficiali e qualunquisti. Certamente ce ne sono molti, ma vi posso assicurare che nella mia esperienza di prete trovo tanti giovani che vivono una spiritualità sincera e trasparente, con dei valori positivi che non v’ immaginate. Anche i nostri stessi ragazzi della zona pastorale Pietro Levita sono profondi e hanno interessi che li faranno crescere. Con loro, che sono una ventina, stiamo incominciando un cammino molto bello, nato a sèguito del centro estivo. Non ci troviamo molte volte, ma cerchiamo di fare bene. Gli appuntamenti sono stati: Oropa, in occasione del pellegrinaggio delle parrocchie, alla preghiera dei giovani e le feste di inizio catechismo e castagnata. Si prospetta la vacanza ad Etruble per i giorni di gennaio nei quali avremo occasione di lavorare, giocare, pregare e meditare: i giovani, come sempre, sapranno darmi molto e condivideranno le esperienze e il loro bagaglio di fede e cultura, oltre che di simpatia! Sì, cari lettori, dobbiamo continuare a sperare sui giovani e a pregare perché quello che hanno capito non vada perduto e quello che possono capire non lo sciupino. La vera forza in loro è possibile solamente così: tramite un bell’incontro con il Signore Gesù che li ama. Alcuni di questi giovani sono più attivi e poi… ci sono quelli della piazza. Sono i miei prediletti! Molti lamentano che il parroco si ferma sovente la sera inoltrata e a volte anche tarda, per stare con i ragazzi della piazza, ma se non ci sto io, non viene nessun altro! E poi con loro mi trovo meglio che con tutti: dicono quello che pensano, sono sinceri, ti accolgono per quello che sei e non amano i giri di discorsi o la ipocrisia delle relazioni. Voglio bene ai ragazzi della piazza e in più occasioni li ho chiamati in casa per stare insieme: sono sempre usciti dei discorsi e delle domande interessantissime. I giovani mi piacciono per questo: sono sinceri e se una persona non lo è con loro la squadrano subito. Questi giovani: sono tutti eccezionali e capaci di amore vero, un affetto fatto e vissuto da lontano, senza tanti fronzoli, sincero e profondo, che è pronto a vedere ed aiutare nelle difficoltà e che possiede anche un certo pudore (anche se sembrano tanto spavaldi). Dobbiamo tutti dire una parola buona ai giovani di modo che si sentano integrati e coinvolti, conosciuti e amati dai grandi (alcune volte solo per l’età!). Speriamo che anche Salussola possa garantire un futuro a questi giovani, la possibilità di essere integrati e di essere seguiti. Se un giovane si sente amato e seguito anche nelle sue preoccupazioni, risparmieremo in futuro tante forze per correggerlo o per reinserilo nella società… Ma io che sto in un luogo privilegiato di osservatorio vi posso assicurare che anche tra i nostri giovani c’è tanto bene e tanto desiderio di fare del bene che non vi potreste mai immaginare: il problema è sempre il solito… fa più rumore un albero che cade che tutta una foresta che cresce.

Alla prossima, don Lodovico