.

Il luogo natale - Secondo alcuni, Pietro, apparteneva alla famiglia dei nobili Bulgaro (o Bolgaro), nel cui palazzo sarebbe nato, secondo altri, Pietro avrebbe visto la luce in una casa situata sull’odierna Via Pietro Micca al Monte nel cantone “Casazza” di Salussola. La casa certamente non è quella del Beato Pietro, è un edificio di struttura tardo medioevale, sorto probabilmente sulle rovine d’edifici che formavano l’avamposto fortificato del “ Mons Victimuli “ prima e  del “ Castrum Caesaerum “ dopo.

Bisogna ritornare alla cultura dei tempi per capire che però, questa leggenda ha un filo di verità; l’uso della trasmissione delle notizie era tramandato a voce e da ogn’uno interpretato a seconda della propria cultura e quindi, tramandato fino ai nostri tempi in modo distorto.

Probabilmente il palazzo dei Bulgaro era proprio nella zona dove oggi s’indica la casa natale di Pietro, la pittura murale posta su questa casa e che raffigura Pietro, vestito di abiti cardinalizi è solo frutto di credenza popolare e questo non basta per affermare che quella è stata la sua casa natale.

Nella credenza popolare i Santi erano sempre di povera origine, era difficile pensare a un Santo di nobili origini e per di più figlio dei Bulgaro, feudatari di Salussola, che di certo non erano ben visti dal popolo.

Era consuetudine di tutte le nobiltà, avere in famiglia un religioso, anche chi non aveva la vocazione ne  veniva spinto, infatti più tardi troveremo sempre della stessa famiglia Bulgaro il chierico Alberico, che nel 1014 tramava insieme ad Arduino d’Ivrea contro la Chiesa Vercellese.

Pietro non potrebbe essere nato in un’umile casa, ma in un palazzo.

In un documento datato 12 agosto 1580, cioè mille anni dopo, il notaio di Salussola, tale Azeglio, nel testamento di Giuseppe Bulgaro, questi affermava che Pietro, ancora giovanissimo fu inviato dai suoi familiari, a Roma dove si distinse nello studio delle lettere e della filosofia, diventando nel frattempo amico e confidente di Gregorio figlio di un senatore romano, ultimo discendente della famiglia degli Anici, che poi sarebbe stato eletto al soglio pontificio con il nome di Gregorio Magno.

Nel 577 è nominato cardinale dal papa Benedetto I.

Nel 590 è ordinato diacono della Chiesa da papa Gregorio Magno.