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Vittimulo 

 L' Insediamento   Regione Porte  La Lapide La Prima Pieve 

 Pieve 

 S. Secondo

Puliaco 

 Private S.Lorenzo
 

Vittimulo    sec. IV d.C. 

 

Il villaggio di Vittimulo(ae),  che  sorgeva nella conca naturale tra i comuni di Salussola e Dorzano, anche di questo centro, che vanta oltre duemila anni di storia, sono andate distrutte le rovine sotto i colpi delle guerre, del tempo e dell’aratro,  e all’infuori di un rudere romano,  con resti di mura,  d’embrici,  mattoni e cocci, ammassati lungo le strade o ai margini delle diverse proprietà terriere, nulla d’appariscente attesta la sua esistenza. 

E che i Vittimoli abitassero in questa zona è pure confermato da Plinio quando parla di lotte fra costoro e i Salassi,  che abitavano il Canavese e la Valle d’Aosta.  

Segno quindi che questi due popoli erano confinanti e di conseguenza i Vittimoli dovevano abitare l’odierno Biellese, specialmente occidentale. 

Strabone afferma che la città dei Vittimoli sorgeva nel Vercellese,  nelle vicinanze di  una  miniera d’oro.

Diodoro  Siculo,  ricorda  anch’egli una città dei Vittimoli. 

Numerosi documenti medioevali provano che Vittimulo fosse nel Biellese attuale e più precisamente che Biella  esistesse nel  territorio dei Vittimoli.   

E’confermato anche  dai codici liturgici della Chiesa Vercellese, riguardanti la vita di San Secondo e del Beato Pietro Levita. 

Il corpo del Beato Pietro, dice il testo, fu trafugato « a  Romana  Sede ad Victumulum castrum antiquo vocabulo Cesarianum dictum », e  subito fu oggetto di gran devozione da parte dei Vittimoli.  

Da tutto lo scritto si deve pertanto ammettere che il « castrum victimuli », detto anche « cesarianum », si trovava tra San Secondo e Dorzano,  ove  ancora oggi numerosi resti archeologici attestano la sua esistenza. 

La posizione di Vittimulo lungo il percorso o nelle vicinanze dell’antica  Via Francisca,  che univa Vercelli con Ivrea e Aosta e  portava oltre le Alpi, ne aumentava l’importanza. 

Le scoperte finora effettuate non vanno oltre il periodo romano,  veri scavi, fatti con metodi scientifici, finora non sono ancora stati eseguiti.  

All’infuori  d’alcuni  sondaggi  fatti  dalla soprintendenza  di Torino nel 1953, tutti i ritrovamenti furono casuali. 

Con la conquista romana, Vittimulo fu trasformata in città fortificata, il pago dei Vittimoli era, infatti, un centro di smercio dell’oro che si estraeva  dalle aurifodine della Bessa,  lo evidenzia  i resti di robustissime mura romane,  esistenti  nella località  ancor oggi  detta “ Murassi ” e il nome “ Porte ”,  conservato in una zona verso Dorzano. Si ha  inoltre la certezza che a Vittimulo esisteva  un Ponderario, un edificio dove  erano conservati i campioni  dei  pesi e delle misure, reso necessario  dalle vicine aurofodine della Bessa. 

L’oro estratto,  doveva essere smerciato  su un pubblico mercato, esistente  con probabilità  in località che ancora porta questo nome. 

La scoperta di una lapide,  fatta in regione “ Porte ” nel 1819, appare che un certo Tito Sestio,  duumviro d’Ivrea, aveva fatto costruire il Ponderario. 

Le scoperte del periodo romano non si contano più: le più importanti andarono ad arricchire i Musei, come quelli d’Antichità di Torino e Leone di Vercelli;  parte a collezioni private. 

Durante gli scavi archeologici del 1819 sono state ritrovate le fondamenta di case dei primi secoli dopo Cristo e gli avanzi di possenti mura romane.   

Alcuni sarcofaghi  di pietra bianca,  la lapide del Ponderario,  un bassorilievo raffigurante un sacrificio  del III secolo d. C., conservato al Museo Leone di Vercelli.   

I gradini  d’ingresso della pieve di San Secondo, già provenienti da un edificio romano, sono conservati nel giardino del Museo Civico di Biella, ora Museo del Territorio. 

Nel 1953 furono scoperti un condotto sotterraneo e delle mura risalenti al periodo dell’Impero Romano (I – II secolo d. C.), cocci d’antichi vasi e monete risalenti al IV secolo d. C., nonché frammenti di mosaici pavimentali. La voce dei documenti  archeologici  concorda  quindi con  quella  dei  contadini  ed  entrambe attestano l’esistenza a San Secondo di un’antica città, che la voce comune e critica degli storici chiama col nome di Vittimulo e fa risalire ai secoli IV – III a. C.

            Bibliografia: " Storia della Chiesa Biellese - Le Pievi di Vittimulo e Puliaco " 1979 di Don Delmo Lebole

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