Salussolanet il portale Biellese di Salussola

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 Vittimulo e Puliaco

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Puliaco e la Pieve di San Pellegrino - La pieve di San Pellegrino sorgeva nel villaggio  romano di  Puliaco,  presso Salussola e precisamente nella piana dell’Elvo, tra Vigellio e la strada provinciale  per Massazza. San Pellegrino fu la seconda  pieve sorta  sull’attuale territorio di Salussola e le sue origini vanno collocate nella seconda metà del secolo V d. C..  Dovette essere una pieve molto importante se ancora nel XIII secolo estendeva la sua giurisdizione sulle chiese di Pratocelso ( villaggio scomparso  nella frazione Foino di Cossato,  presso la  Battiana ),  Castellengo,  San Vincenzo e San Giovanni de Monte ( Mottalciata ), Bozzolina ( Mottalciata Santa Maria ), San Damiano di Carisio,  Villanova, Massazza,  Verrone, Vergnasco,  Magnonevolo,  Cerrione,  Zimone,  Magnano,  San  Nicola  di  Viverone,  Santa Maria  di  Viverone  e Roppolo,  San Martino  al Lago ( Viverone ),  Suglaco ( altro villaggio scomparso tra Piverone e Zimone ),  Santa  Maria  e  San Gervasio di Salussola, San Lorenzo di Puliaco, San Giovanni di Privato ( villaggio pure scomparso tra  Salussola  e Arro ) e Arro. Il più antico pievano di cui si ha memoria negli archivi è Vilielmo, ricordato in un documento del 1190. La chiesa è nominata in tutti gli elenchi delle pievi Vercellesi dei secoli  XIII – XIV – XV,  seguì  anch’essa  la sorte del villaggio. Le  lotte  tra Guelfi  e  Ghibellini  con  la  famosa guerra di Salussola del 1312,  devastarono  fortemente  l’abitato di Puliaco, tanto che a poco a poco fu abbandonato dai suoi abitanti,  come avvenne anche per i villaggi di  Privato e d’Arro.  Un documento del 14 luglio 1361 dell’arch. Bulgaro di Biella, riguardante alcune donazioni di beni siti sui territori di Puliaco e di Salussola, ci fa sapere che Puliaco era un centro da cui partivano strade per Salussola, per Verrone,  per  Massazza  e  per  Villanova  e aveva  un  proprio castello ( l'odierno rione Bastia oppure un terreno  dal Catasto del 1798 chiamato Castelletto ?). Anche la chiesa dovette  essere lasciata all’abbandono  e se  nel 1340  troviamo ancora il prete Guala de Bertoldanis,  pievano di Puliaco  e all’inizio del secolo successivo il prete Nicolino  de Casatiis pure pievano,  costoro non dovevano più far residenza presso la loro pieve. E fu proprio in conseguenza delle devastazioni subite e del successivo abbandono degli abitati, che l’11 settembre 1413 il Vescovo di Vercelli,  Matteo  Gisalberti, aggregava la pieve di San Pellegrino, con le chiese vicine di San Lorenzo di Puliaco, di San Giovanni Battista di Privato e di Santa Maria di Arro con tutti i loro beni e privilegi,  alla chiesa di Santa Maria Assunta,  trasportando in questa chiesa anche  l’esercizio di tutti  i diritti   plebani. Il Vescovo decretava, stabilendo che il prete Nicolino de Casatiis, allora pievano di  Puliaco, risiedesse e fosse tenuto a risiedere presso la chiesa di Santa Maria di Salussola, come  un  tempo  si  chiamava pievano di Puliaco,  da  allora si chiamasse pievano di Salussola. Inoltre,  poiché  nella  chiesa  non vi erano fonti battesimali adatti ad amministrare un battesimo, ordinava agli abitanti del luogo di costruirlo. In un documento del 1413  appare che la chiesa di San Pellegrino,  come le altre chiese degli altri villaggi, era ancora in funzione. Da questa data in avanti però, rimasta abbandonata e officiata solo più nella festa del Santo,  iniziarono  la sua decadenza e la sua rovina. Le bande di Facino Cane ne completarono la distruzione. Nel 1619 il pievano di Salussola registrava:  « Nel istesso finagio vi si ritrova una Chiesa di S.to Pellegrino, altre volte Plebanato di Saluzzola  tutta guasta e demolita e vi è ancora un pezzo dil  Campanile con alcuni belli cantoni et Pietre che si potriano condursi alla  Chiesa  parochiale  in  Saluzzola  per  fare  uno  novo  Campanile  detta  Chiesa  per esser quello che vi è indecentissimo ». L’ultimo  documento che ricordi questa  chiesa  è del 1698,  in cui si ricorda  l’obbligo  che  un tempo avevano il pievano e i canonici di Salussola di celebrare in essa la festa di San Pellegrino e quelle degli altri Santi nelle chiese di Salussola, già allora diroccate. Attualmente,  in un  bosco di fitte acacie,  sono conservati i resti del massiccio campanile e le fondamenta dei  muri della chiesa, da cui risulta che doveva essere a  tre navate. L’edificio era costruito con orientamento liturgico a levante ed  è ancora ben conservata la parte inferiore della abside della navata laterale a sud, la cui struttura muraria è costituita da ciottoli del torrente Elvo, disposti a spina di pesce, legati da spessi strati di malta, su cui si vedono le incisioni fatte con la punta della cazzuola. All’esterno quest’abside mostra tre strati di lesene,  formate da mattoni,  intercalati da pochi conci di pietra.  Anche della facciata è rimasto un solo tratto di muro, costituito da conci di  pietra disposti disordinatamente. Al centro l’apertura, che un tempo doveva contenere la porta principale della chiesa.  I resti più interessanti sono quelli del campanile, di pianta quadrata, addossato alla chiesa sul lato nord. Muri dello spessore di circa un metro e mezzo alla base, che vanno restringendosi a piani verso la sommità, eseguiti in ciottoli  di torrente a spina di pesce, con agli spigoli resti di contrafforti in blocchi di pietra squadrata e mattoni. Una porta con arco romanico, dava adito al campanile da una navata laterale della chiesa. Numerosi  resti di tegoloni  romani, con l’incisione di un marchio che indicava il luogo  di provenienza, attestano quale doveva essere  la copertura del campanile e della chiesa. Da questi  resti possiamo datare il campanile al secolo XII e la chiesa a pochi decenni prima. Si tratta quindi di una ricostruzione della chiesa plebana primitiva. Interessante sarebbe intraprendere degli scavi  in questa  località,  perché  oltre a rimettere  in luce gli elementi  che s’intravedono nel terreno,  potrebbero portare alla scoperta  dell’antico  battistero, che si suppone dovesse essere come quello della pieve di Biella.

Bibliografia: Storia della Chiesa Biellese - Le Pievi di Vittimulo e Puliaco 1979 di Don Delmo Lebole - Archivio Comune di Salussola - Archivio Parrocchia di Salussola